Che lavoro può fare

Che lavoro può fare un bipolare

Fino a pochi anni fa il bipolarismo veniva chiamato ‘disturbo maniaco-depressivo‘. In ogni caso si tratta di un problema di natura psichiatrica caratterizzato da frequenti sbalzi di umore durante le quali il soggetto può passare da stati depressivi a fasi di iperattività. Le emozioni e i comportamenti vengono perturbati e la qualità della vità peggiorà rapidamente. Chi è affetto da questo disturbo, nel mondo del lavoro è costretto a dimostrare più degli altri il suo valore, quasi non fosse all’altezza della situazione. Come sappiamo non è così e il bipolarismo può essere tenuto sotto controllo con le giuste cure. In molti si chiedono, però che lavoro può fare un bipolare? Ecco le risposte.

Che lavoro può fare un bipolare

Partiamo dal presupposto che non ci sono divieti particolari di entrare nel mondo del lavoro per chi è affetto dal bipolarismo. Anzi, molti bipolari mostrano spiccate capacità creative, doti artistiche sopra la media e una capacità di dare valore alle emozioni altrui più marcata. Di contro, il repentino cambio di umore può essere un problema estremamente serio se non trattato adeguatamente. Diciamo che in ambito artistico si ha un vantaggio: scrittori, poeti, pittori, attori, registi, sceneggiatori, scultori, tutte queste professioni o comunque i mestieri che hanno una forte componente creativa sono adatti al soggetto bipolare.

Anche negli altri mestieri non si riscontrano particolari difficoltà. È possibile intraprendere carriere in ambito impiegatizio, amministrativo, manageriale, nel settore turistico, alberghiero. Molto dipende dal contesto lavorativo. Ci possono essere infatti, dei momenti di sovraccarico emotivo, fattori di stress o colleghi che rendono il luogo di lavoro tossico. In questi casi bisogna fare attenzione, poiché possono aggravare il disturbo.

Chi è bipolare ha diritto alla pensione?

Ecco un’altra domanda alla quale bisogna rispondere. Bipolarismo è pensione: come funziona? C’è una regolamentazione in questo senso, da parte del Governo Italiano. Chi è affetto da una disabilità – come il bipolarismo – che si attesta sul 100 per cento, ha diritto a una pensione di inabilità qualora il suo reddito complessivo annuo non superi la soglia dei 17.920 euro per l’anno 2023.

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