Come andare in pensione 5 anni prima

Come andare in pensione 5 anni prima? È possibile farlo? E in che modo? In questo articolo risponderemo a tutte queste domande. Anticipiamo che, grazie al nuovo contratto di espansione e, nello specifico, da come si evince dalla bozza del Decreto, la possibilità del prepensionamento non è più così lontana come sembra. In base a criteri che possono riguardare l’età o i contributi versati, gli aspiranti pensionati potranno uscire dal mercato del lavoro in anticipo. Vediamo come.

Cos’è il contratto di espansione

La prima uscita di un Decreto inerente il contratto di espansione risale al biennio 2019/2020. Nel corso degli anni successivi è stato fortunatamente esteso grazie anche alla Legge di Bilancio 2022 che ha ampliato la platea anche alle aziende di medie dimensioni. In origine, il contratto di espansione forniva la possibilità, alle aziende con oltre 1000 dipendenti, di stipulare un accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Ciò in caso di previste riorganizzazioni o reindustrializzazioni che avrebbero cambiato l’assetto dell’azienda.

Come funziona il contratto di espansione

Si tratta di un incentivo pubblico nei confronti del datore di lavoro per la riorganizzazione dell’azienda e, soprattutto, il ricambio generazionale. Nel caso in cui l’azienda siglasse il contratto, sarebbero previsti prepensionamenti fino a un massimo di 5 anni per gli aventi diritto. Assieme a questa possibilità, dall’altro lato l’imprenditore non rimarrebbe senza personale, ma sarebbe favorito in tal senso con assunzioni agevolate e percorsi di formazione.

Come andare in pensione 5 anni prima con il contratto di espansione

Il contratto di espansione prevede la possibilità di un prepensionamento per coloro che si trovano a un massimo di 5 anni di distanza dai requisiti di età o di contribuiti utili per andare in pensione. In questi caso, tramite consenso scritto e accordo fra aziende e sindacati, gli aspiranti pensionati possono uscire prima dal mercato del lavoro. Vediamo i due casi specifici:

  • Uscita per vecchiaia (criterio dell’età): in questo caso il lavoratore perde 5 anni di contributi che non vengono versati dal datore di lavoro. Quando andrà in pensione a 62 anni invece che 67, avrà 5 anni di contributi in meno
  • Uscita con pensione anticipata: in questo caso il lavoratore avrà anche i 5 anni di contributi figurativi pagati dall’azienda. La società, infatti, non può rifiutarsi altrimenti il lavoratore non matura il requisito pensionistico (non passa dai 37 anni e 10 mesi di contributi a 42 anni e 10 mesi previsti con la Legge Fornero – se donna si conta un anno in meno)

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