Il Castrino: da ‘chirurghi’ dell’Antica Roma a macellai

Al Castrino o Norcino, sono legati due lavori provenienti da epoche differenti. Questa figura era già presente nel medioevo: il nome, infatti, era utilizzato in senso dispregiativo nei confronti di tutti coloro i quali svolgevano ruoli minori in sostituzione dei chirurghi. Il Norcino costituiva un gruppo eterogeneo nel quale rientravano anche cerusici, cavadenti, concia ossa. Questi, in gruppo, si muovevano come ambulanti, offrendo tra i loro servizi anche piccoli interventi chirurgici. Alcuni di loro, dotati di buone doti tecniche e abilità manuali, erano in grado di curare fratture, incidere ascessi o, in alcuni casi, castrare i bambini da avviare alla carriera lirica o teatrale nel ruolo di voce bianca. In campo medico, invece, vennerò rigettati e scarsamente considerati.

Il Castrino o Norcino, storia di un antico mestiere italiano

Dal Castrino al Norcino: Antica roma e medioevo

Questo antico mestiere affonda le sue radici nell’Antica Roma. In questo periodo storico, il castrino era considerato un esperto nella castrazione di maiali e nella lavorazione della carne. Come abbiamo detto, inoltre, essendo capace di sviluppare ottime doti manuali, in alcuni casi poteva prendere parte a piccoli interventi chirurgici, alcuni dei quali abbastanza importanti, come l’asportazione di tumori, interventi all’ernia e per la cataratta.

Fra il XII e il XVII secolo, lo sviluppo dei mestieri che ruotavano attorno alla lavorazione della carne, fu tanto notevole da dare vita alla figura del Norcino. Questi mestieranti, nel corso del tempo riuscirono a riunirsi in confraternite o corporazioni, raggiungendo ruoli importanti all’interno della società e dando vita a nuovi prodotti di salumeria. I Salaroli a Bologna, La Compagnia dei Facchini di San Giovanni a Firenze sono solo alcune delle più importanti. La loro fama crebbe tanto da conquistare molte città italiane. Si trattava di un’attività esclusivamente stagionale: il maiale veniva ucciso una volta sola, durante l’inverno. Da marzo a ottobre vendevano la paglia e di articoli per la coltivazione ortofrutticola.

Il mestiere ai giorni nostri

La fama del Castrino è rimasta tale e quale fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. La norcineria continua a essere praticata fino ai giorni nostri, anche se ormai è un’attività quasi del tutto estinta. La stagione invernale era quella dedicata a questa attività: i commercianti trovavano il norcino alla Fiera di Ferragosto a Norcia – dalla città il nome – chiamata anche la Fiera del “Sienti ‘n po’”. Ciò era dovuto alla frase che i commercianti rivolgevano ai papabili garzoni con i quali concordare il rapporto lavorativo. Il garzone avrebbe lavorato con vitto e alloggio incluso, avviandosi alla carriera.

Sicuramente non era un mestiere come lo intendiamo noi oggi. Si trattava di un lavoro duro, almeno 12 ore nel retrobottega come addetto alle pulizie o mescolatore di legumi. Quando arrivava il periodo invernale, ogni bottegaio si recava al campo boario assieme a un suo garzone per scegliere il maiale da macellare. In questo caso il garzone poteva assistere all’atto e contribuire alla pelatura del suino.

Come approfondimento sulla figura del norcino vi consigliamo il volume ‘Il Norcino in scena” di Gianfranco Cruciano, Quattroemme edizione Perugia, 1995.

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