Cos’è il diritto alla disconnessione e perché è necessario

La rivoluzione tecnologica e la conseguente digitalizzazione del lavoro in molti settori, ha comportato notevoli comodità sia alle aziende che ai dipendenti. Entrare in comunicazione e rimanere aggiornati è molto più semplice oggi di quanto non lo fosse quindici o vent’anni fa. L’arrivo dello smartphone, del tablet e del pc portatile ha creato anche nuove opportunità di carriera. Insomma, il settore digitale è in crescita e molti dei lavori che prima si svolgevano in maniera ‘analogica’, oggi sono completamente digitali. Perfino vendere è diventato più semplice. Di contro, però, vita privata e lavoro si stanno confondendo sempre di più fino a far coincidere l’orario d’ufficio con quello di casa. Insomma, ci sono note positive e negative. Per questo motivo molti paesi si sono attrezzati al fine di limitare questo problema. Dal 2017 anche l’Italia ha introdotto il diritto alla disconnessione. Vediamo cos’è e come funziona.

Cos’è il diritto alla disconnessione

Il lavoratore, durante il proprio tempo libero, ha il diritto di poter vivere la propria vita senza l’incombenza del lavoro che può raggiungerlo in ogni luogo e a ogni ora. L’uso di e-mail, smarpthone, tablet, infatti, spesso lo mantengono perennemente ancorato al proprio lavoro, anche dopo essere tornato a casa e aver terminato la giornata lavorativa. Le patologie derivanti dallo stress da lavoro sono sempre più comuni e per questo è necessario poter staccare completamente la spina quando non si è in orario di lavoro. Cos’è, dunque, il diritto alla disconnessione? In poche parole consiste nel diritto a non essere reperibile.

Come funziona in Italia

La nascita della prima legge sul diritto alla disconnessione in Europea è da attribuire alla Francia. Nel 2016 avviene il primo riconoscimento a livello legislativo. Nel corso dell’anno successivo, il 2017, anche l’Italia comincia ad adottare lo stesso diritto per il lavoratore. Per quanto riguarda il lavoro agile, infatti:

“Nel rispetto degli obiettivi concordati e delle relative modalità di esecuzione del lavoro autorizzate dal medico del lavoro, nonché delle eventuali fasce di reperibilità, il lavoratore ha diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche di lavoro senza che questo possa comportare, di per sé, effetti sulla prosecuzione del rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi”.

Ad oggi in Italia ci sono alcune aziende famose che hanno adottato in via ufficiale il diritto alla disconnessione dei propri dipendenti: Barilla, Enel e perfino l’Università degli Studi dell’Insubria che a tale proposito ha emanato un decreto, istituendo anche il giorno di indipendenza dalle e-mail ogni tre mesi: il 21 marzo, 21 giugno, il 21 settembre e il 21 dicembre.

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