Twitter fa sapere ai dipendenti che possono lavorare da casa per sempre

Lavorare da casa, in smart working, negli ultimi anni è diventato sempre più una realtà e non solo una visione futuristica. Il lento processo di cambiamento che dovrebbe avvenire nei prossimi anni con il digitale, ha subito un’accelerazione a causa della pandemia di Coronavirus. Molte aziende hanno chiuso, altre, quelle che potevano permetterselo, hanno convertito il lavoro in presenza in lavoro da casa. Ovviamente in tale processo rientra anche la pubblica amministrazione. Twitter sembra voler velocizzare questo processo e l’annuncio tramite e-mail dell’AD non lascia spazio ai dubbi: “Se volete potete lavorare da casa per sempre, ma gli uffici resteranno aperti per chi vuole tornarci“.

Lavoro da casa e indennità di mille dollari

Non ci sono obblighi in questo senso, ha spiegato l’AD Jack Dorsey, ma sarà prevista un’indennità di 1000 dollari al fine di potersi dotare della strumentazione necessaria a lavorare da casa. Da inizio Marzo, Twitter aveva imposto il lavoro in smart working e aveva cancellato qualsiasi evento che comprendesse incontri fisici e assembramenti. Per Dorsey, la necessità di riconfigurare l’organizzazione del lavoro era nata ben prima della pandemia da Coronavirus e altre aziende della Silicon Valley stavano andando in questa direzione. Le più grandi, invece, come Microsoft, Google e Amazon, hanno dato disposizioni di mantenere il lavoro da casa fino al prossimo autunno.

Bisogna cambiare l’organizzazione del lavoro

Non si può passare dal lavoro in sede a quello a casa così, da un giorno all’altro. Uno dei rischi potrebbe essere quello di spingere i dipendenti a lavorare anche al di fuori dell’orario di ufficio. Vita lavorativa e vita privata non dovrebbero mai coincidere, per questo urge una normativa ad hoc che tuteli sia il lavoratore che l’azienda. In Italia abbiamo il DL del 17 Marzo 2017 in materia di lavoro da casa. I lavoratori agili godono di stessi diritti e stesso salario, oltre che di assicurazioni per gli infortuni, esattamente come chi lavora in sede. È un passo avanti, ma serve tempo e, soprattutto, un’organizzazione del lavoro efficace.

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