Tre milioni di mamme avranno problemi a tornare a lavoro

Dal 4 Maggio ha preso il via la Fase 2, quella che dovrebbe dare lo slancio iniziale all’Italia per poter ripartire. Sembrerebbe tutto molto semplice se non fosse per un dettaglio: le tre milioni di mamme che lavorano e accudiscono i figli potrebbero accusare un aumento dello stress e del disagio derivante proprio da questo doppio onere. Si tratta, nello specifico, di madri con figli sotto i 15 anni, che contano circa il 30 per cento delle donne con figli occupate. Circa 9 milioni e 800mila. La chiusura delle scuole e dei servizi che garantivano la gestione del tempo libero dei più piccoli, nei prossimi mesi potrebbe mettere a dura prova l’equilibrio tra lavoro e famiglia.

Il report della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

Secondo il report della Fondazione ‘Mamme e lavoro al tempo dell’emergenza Covid-19’, la situazione per tre milioni di madri italiane potrebbe farsi ancora più difficile. Secondo lo studio, le donne con figli hanno lavorato più dei padri. Ciò sarebbe da imputare, in primo luogo, al tipo di occupazione: nei settori industriali ed essenziali, la presenza della donna è minore rispetto a quella dell’uomo. Sono, in media, 74 donne su 100 quelle che hanno continuato a lavorare durante la quarantena, rispetto agli uomini che sono stati 66 su 100. A partire dal 4 Maggi, poi, il 12,5 per cento ha ripreso il lavoro, mentre il 13,5 per cento ricomincerà a fine mese.

Lo smart working? Non tutte possono beneficiarne

Lo smart working è un tipo di lavoro di cui possono beneficiare soprattutto le donne con un livello di istruzione medio-alto. Chi non ha qualifiche, invece, è quasi sempre costretta a recarsi a lavoro di persona. In questa situazione versano quasi 1,5 milioni di mamme in Italia. In termini percentuali siamo al 48,9 per cento delle mamme lavoratrici. 700mila, inoltre, percepiscono un salario inferiore ai 1000 euro netti al mese. Il bonus baby sitter non sembra essere funzionale alla situazione post-emergenziale, inoltre diventa difficile reperire il personale per questo scopo. L’utilizzo del bonus è stato abbastanza contenuto. Ora, però, servono misure per tutelare queste 3 milioni di mamme, altrimenti il sistema potrebbe essere messo in crisi.

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