Lavoro, proposta PD: orario ridotto a 30 ore per tutti, partendo dalla PA

In questi giorni, con l’avvio della Fase 2, sorgono molti interrogativi circa la regolamentazione del lavoro ai tempi del della pandemia di Covid-19. In un contesto nel quale nulla è ancora sicuro, il tema del lavoro gioca un ruolo fondamentale. A causa dell’emergenza in molti hanno perso la propria occupazione e per diverse realtà imprenditoriali anche molto grandi e affermate, si prospetta un periodo nero. Alcune aziende, infatti, stanno cominicando ad annunciare tagli al personale e si fa largo lo spettro di una recessione. In questo contesto, la proposta di Legge presentata dal PD a gennaio è tornata in tema. Lavorare tutti, lavorare meno. Una riduzione a trenta ore settimanali dell’orario di lavoro, con defiscalizzazione degli straordinari per la Pubblica Amministrazione, potrebbe rappresentare ora un punto di svolta.

Lavorare 30 ore a settimana per lavorare tutti

La pandemia non è l’unico problema che affligge l’Italia. La fretta del Governo nel voler ripartire è anche figlia del rischio crisi. Una recessione potrebbe colpire duramente lo Stato e potrebbe avere conseguenze peggiori rispetto all’ultima crisi economica globale. Ma in cosa consiste la proposta del PD: si basa, fondamentalmente, sul taglio del cuneo fiscale di 4 punti – 2 al lavoratore e 2 al datore di lavoro. Per i nuovi contratti si tratterà di scendere dal 33 al 29 per cento. Questo, però, solo fino a 30 ore di lavoro. Questa possibilità sarebbe elargita solo fino alle 30 ore e dovrebbe quindi spingere i datori di lavoro ad assumere di più a orario ridotto. Allo stesso tempo i tributi e i contributi da parte del datore di lavoro sarebbero abbassati.

I costi e i risvolti sull’occupazione

Lo Stato spenderebbe circa 800 milioni di euro il primo anno se scegliesse la proposta del PD. Il costo salirebbe a 1,6 miliardi il secondo anno e a 2,3 miliardi il terzo. A pieno regime la misura richiederebbe 2,8 miliardi l’anno. Di contro i risparmi arriverebbero da Naspi, reddito di cittadinanza, welfare. E in numeri cosa significherebbe? Per quanto riguarda il numero di occupati, si avrebbe un aumento di 750mila unità: 500mila dalle ore di straordinario disincentivate, 150mila dalla defiscalizzazione dei contratti e 100mila dall’orario ridotto a 30 ore. La proposta potrebbe apportare dei benefici controbilanciato la probabile ondata di disoccupati post-pandemia.

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