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Reddito di emergenza al vaglio: 800 euro per due mesi

Il Ministero dell’Economia ipotizza un reddito di emergenza per i prossimi due mesi; si tratta di una specie di reddito di cittadinanza specifico per fare fronte allo stato di quarantena. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Gualtieri: “Dobbiamo aiutare tutti. È il momento di far fronte ad una questione straordinaria“. In cosa consisterebbe, dunque, questo aiuto straordinario da parte dello Stato? Procediamo con ordine.

Il bonus del decreto Cura Italia

Con l’introduzione del Decreto Cura Italia del 18 Marzo scorso, è stato introdotto un aiuto economico o indennità di 600 euro per le partite Iva, per i collaboratori, gli stagionali, i lavoratori dello spettacolo e quelli agricoli. Una scelta utile, ma che taglia fuori altre tipologie di lavoratori che, ad oggi, rischiano di rimanere perfino senza beni di prima necessità. Un’indennità per chi è senza lavoro poiché svolgeva il mestiere in nero, ad esempio, è al vaglio del Governo: si tratta del reddito di emergenza. Roberto Gualtieri ha sottolineato la volontà di aiutare tutti, anche i lavoratori in nero che oggi si ritrovano a dover fronteggiare la mancanza di beni di prima necessità. Allo stesso modo, anche chi aveva un’attività che ha dovuto chiudere si ritrova nella stessa situazione; secondo le stime potrebbero essere almemo 100mila i lavoratori autonomi a rischio.

Come funziona il reddito di emergenza

Il reddito di emergenza verrebbe erogato tramite l’INPS. Attraverso l’ausilio dell’Agenzia delle Entrate, l’ente potrebbe avere accesso alle banche dati dei cittadini e in questo modo potrebbe attingere direttamente dai dati per stabilire chi ne avrebbe davvero bisogno. In questo modo si arginerebbe anche il rischio di elargire la somma a chi percepisce già delle indennità. Per quanto riguarda la modalità di erogazione, le strade possono essere due: l’accredito diretto sul conto corrente oppure la ricarica sulla carta del reddito di cittadinanza.  La cifra potrebbe essere pari a 800 euro al mese per un massimo di due mesi.

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