Cos’è il telelavoro e come funziona

Cos’è il telelavoro e come funziona in Italia? Sempre più spesso si sente parlare di questo tipo di lavoro a distanza, tipicamente da svolgere a casa, in remoto con un semplice computer portatile. L’errore che fanno molti, però, è quello di confonderlo con lo smart working. Sono due cose molto diverse e vi spieghiamo il motivo.

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Differenza fra telelavoro e smart working

Diciamo subito che lo smart working – in italiano ‘lavoro agile’ – consiste di un’attività più flessibile, promossa con strumenti che si hanno a disposizione in relazione alle risorse umane. Questa forma di lavoro da remoto si distingue per una caratteristica principale: la mobilità. Il lavoratore può svolgere le sue mansioni in qualsiasi luogo: a casa, a lavoro, in un parco, assieme ad altri lavoratori grazie alla formula del co-working.

Cos’è il telelavoro e come funziona

Il telelavoro differisce dallo smart working sia per la mobilità che per l’obbligo della postazione fissa. Il dipendente lavora da casa, ma la sua postazione non può cambiare. Ci sono ovviamente molti vantaggi: il lavoratore può gestirsi le tempistiche, i ritmi e la mole di lavoro. Possiede molta più libertà e riceve meno stress grazie all’ambiente domestico e familiare che ha attorno. Il silenzio, difatti, è sempre un’ottima cosa quando si lavora. A livello economico, inutile sottolinearlo, abbatte i costi sulla benzina, evita il pendolarismo e diventa, sotto certi aspetti, un lavoratore ‘ecologico’. Oltre all’umore, molti benefici arrivano anche sulla produttività.

Regolamentazione del telelavoro nel pubblico e nel privato

Il corpus normativo che regolamenta il telelavoro è piuttosto importante. Nella pubblica amministrazione, ad esempio, il telelavoro è normato dalla Legge 191 art. 4 del 1998; questa può essere applicata anche al settore privato e fornisce tutte le informazioni sulla postazione, le modalità di autenticazione del dipendente e la connessione internet. Anche la circolare INPS N°52 del 27 febbraio 2015 ha delineato le istruzioni operative per attuare l’accordo nazionale relativo al progetto del telelavoro.

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Un po’ di storia sul telelavoro

Grazie all’arrivo dei primi personal computer, negli anni ’70 è maturata anche l’idea di poter lavorare comodamente da casa e non in ufficio. Alcuni sociologi, infatti, ipotizzarono questo scenario nonostante non esistesse ancora la rete internet. Un’ulteriore spinta in questa direzione arrivò a causa dell’austerity adottata dal governo statunitense in risposta alla crisi petrolifera del 1973. Oggi sono milioni i lavoratori da remoto, anche se oltre al telelavoro esistono anche altre forme di lavoro da casa, come lo smart working o, in alcuni casi, il co-working.

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