Scuola, da oggi quasi 5mila persone restano senza lavoro

Da oggi quasi 5mila lavoratori perderanno il posto di lavoro. La colpa? L’internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole, una manovra decisa da tempo dal Governo. Il personale in servizio all’interno delle scuole italiane, assunto con contratti di aziende in appalto, rimarrà senza occupazione. A lanciare l’allarme è l’Anip Confindustria con una nota: la cosiddetta ‘vertenza’ annunciata da tempo, ora si concretizza e rischia di diventare una vera e propria emergenza occupazionale. Come si legge nella nota: “Da oggi oltre 4.000 addetti ai servizi di pulizie nelle scuole di tutta Italia sono senza lavoro, per via dell’internalizzazione di tali servizi, proprio durante l’emergenza sanitaria che tutto il Paese si trova ad affrontare, creando disagi per le strutture scolastiche e per le famiglie delle migliaia di lavoratori che si trovano a non avere un’occupazione da oggi“.

Quasi 5mila lavoratori a casa: la nota dell’Anip Confindustria

Come viene specificato nella nota rilasciata dall’Anip confindustria: “Il Governo ha deciso di internalizzare i servizi di pulizia assumendo il personale che fin qui si era occupato in appalto del servizio. Ma non tutti. Lo scorso dicembre il ministero dell’Istruzione pubblicò il decreto per internalizzare i servizi di pulizia nelle scuole fissando la data dell’1 marzo e confermando le 11.263 assunzioni a fronte però di 16.000 addetti impiegati nel servizio“. A rimarcare la situazione ci hanno pensato anche Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil.

Scuola, Cgil, Cisl e Uil: “Situazione inaccettabile”

I tre segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, definiscono innammissibile questa possibilità: “Che oltre 4mila lavoratrici e lavoratori degli appalti delle pulizie delle scuole statali, a due giorni dall’avvio dell’internalizzazione dei servizi, non abbiano alcuna certezza del loro futuro occupazionale e di reddito è assolutamente inaccettabile“. Il Governo non ha cercato una soluzione al problema, sottolineano i sindacati, e ora la data temuta è arrivata. Anche il presidente di Confcooperative Lavoro punta il dito: “Il governo con una sola mossa le sbaglia tutte. In questi mesi gli abbiamo sottoposto varie ipotesi di risoluzione per dare continuità lavorativa a lavoratori e imprese. Abbiamo ricevuto soltanto dei No. Adesso è il Governo responsabile del danno, che deve trovare una soluzione rivedendo questo provvedimento dannoso sotto ogni punto di vista: economico, sociale e sanitario“.

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