Pensioni, OCSE: “Bisogna aumentare età pensionabile”

L’OCSE torna a puntare il dito sul blocco dell’aumento dell’età pensionabile parallelo all’aspettativa di vita. Secondo i dati, l’Italia è il secondo paese che spende di più per le pensioni; l’esborso è di circa il 16 per cento del Pil nonostante abbia una delle età pensionabili più elevate, pari a 67 anni, ovvero 3 anni in più rispetto alla media e 16 anni in più rispetto ai dati della Turchia. Nei prossimi anni la situazione per i futuri pensionati sarà destinata a peggiorare, con una media di 71 anni.

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Il rapporto OCSE sull’età pensionabile

Secondo il rapporto annuale denominato ‘Pensions at a Glance‘ relativo alle politiche finanziarie legate alle scelte sulla previdenza sociale dei paesi membri, l’Italia si trova in una situazione non positiva. L’OCSE punta il dito sulle ultime misure adottate in tema pensioni, in particolare contro la Quota 100 e il blocco dell’aumento dell’età pensionabile di questo anno. Di fatto, nonostante l’età del pensionamento sia di 67 anni, in Italia si va in pensione a 62, dunque con due anni in meno rispetto alla media dei paesi membri. Un sistema previdenziale definito ‘generoso’: “A confermare la ‘generosità’ del nostro sistema previdenziale il fatto – sottolinea l’OCSE – che il reddito medio delle persone sopra i 65 anni è simile a quello dell’intera popolazione italiana, mentre nel resto dell’area è inferiore del 13 per cento“. Sempre secondo il rapporto OCSE è necessario affrontare e gestire gli impegni previdenziali in relazione alla situazione demografica italiana in mutamento.

Le scelte italiane sull’età pensionabile secondo l’OCSE

Secondo quanto riportato dai dai OCSE: “L’attuale sfida per l’Italia è mantenere adeguati benefici per la vecchiaia, limitando al contempo la pressione fiscale a breve, medio e lungo termine. L’aumento dell’età pensionabile effettiva dovrebbe essere la priorità, evidenziando la necessità di limitare il pensionamento anticipato agevolato e di applicare debitamente i collegamenti con l’aspettativa di vita“. Non mancano reazioni da parte dei sindacati, in particolare dal segretario Confederale UIL, Domenico Proietti: “L’OCSE continua a fare confusione nell’analizzare il sistema previdenziale italiano. La spesa per pensioni in Italia è sotto la media europea. In rapporto al Pil, come sostiene da tempo la UIL, essa è intorno al 12 per cento“. Secondo Proietti, la confusione in essere è dovuta alla mancata separazione fra le politiche previdenziali e quelle assistenziali da parte dei governi precedenti. Le critiche sono arrivate anche dal segretario confederale Cisl, Ignazio Ganga: “Anche quest’anno l’OCSE bacchetta l’Italia sulle pensioni ed ancora una volta dobbiamo dire all’OCSE che è sbagliato ragionare sempre e solo in termini di sostenibilità finanziaria delle pensioni ma bisogna invece ragionare di sostenibilità sociale“.

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