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Il reddito di cittadinanza verrà modificato: cosa cambierà

Il Partito Democratico intende modificare non solo la Quota 100, ma anche il reddito di cittadinanza, il cavallo di battaglia del M5S. I due partiti. guidati da un Conte Bis, dovranno unirsi nella formazione di un Governo stabile e avranno il compito di lavorare sulla prossima legge di Bilancio: l’obiettivo primario è quello di scongiurare l’aumento dell’IVA. La strada, però, come evidenzia anche Il Messaggero, potrebbe essere molto complicata. Il M5S è disposto a mettere mano alla Quota 100, ma difficilmente lascerà che la propria misura subisca variazioni importanti. I democratici, quindi, punterebbero a una modifica leggera del reddito di cittadinanza.

Cosa vogliono i democratici

Il PD vuole mettere mano al reddito di cittadinanza operando delle modifiche che lo rendano più utile e funzionale allo scopo. In primo luogo, i democratici chiedono di inserire il ‘meccanismo’ che permette l’inserimento dei beneficiari nel mondo del lavoro. Ad oggi, infatti, questo strumento non ha garantito alcun risultato. I famosi patti del lavoro dovevano essere siglati a luglio, ma slitteranno a settembre. In quest’ottica, dunque, si pensa a un più rigido sistema di sanzioni per chi non si presenterà presso i centri per l’impiego nel giorno della convocazione e per chi non parteciperà alle iniziative di orientamento e formazione. Per ora le sanzioni ci sono e non sono comunque leggere: un mese di sospensione dell’assegno per chi non si presenta al primo colloquio, due mesi per una seconda assenza e revoca totale per chi non si presenta neanche al terzo incontro. I democratici invece vogliono qualcosa di più: l’idea sarebbe quella di far scattare la revoca già al secondo colloquio mancato, mentre al primo incontro mancato ci sarebbe la sospensione di due mensilità.

Il reddito di cittadinanza per stranieri: cosa chiedono i democratici

Per quanto riguarda l’erogazione del reddito di cittadinanza per gli stranieri, i democratici chiedono maggiore elasticità: sono contrari al vincolo dei dieci anni di residenza in Italia e chiedono la rimozione del vincolo e l’abbassamento degli anni a 5 anziché 10. Per ora le domande per gli stranieri sono bloccate dal mese di aprile. L’inps, tramite una circolare datata 5 luglio, ha chiarito che il blocco rimarrà valido fino a data da definire e fino a quando non verrà emanato un decreto attuativo contenente la lista completa dei paesi stranieri i cui cittadini saranno esonerati dalla presentazione della loro situazione reddituale nello stato di provenienza. Infine, i democratici chiedono anche di utilizzare i risparmi derivanti dalla spesa per il sussidio, pari a 1,2 miliardi, per tagliare il cuneo fiscale e aumentare così gli stipendi dei lavoratori.

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