Pensioni: via Quota 100 e ipotesi uscita agevolata a 63 anni

Con la possibilità sempre più vicina di un Governo M5S-PD, la Quota 100 è ormai finita nel mirino. La tentazione di fare un passo indietro è molto alta e la spinta arriverebbe anche dall’Unione Europea. L’UE, infatti, non ha mai visto di buon occhio l’introduzione della Quota 100 e un riassestamento della riforma potrebbe essere ben accettata. In questo scenario, incerto su più fronti, si fa largo l’ipotesi di un’uscita agevolata a 63 anni, oltre alla conferma della Quota 41 per i precoci.

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La possibile abolizione della Quota 100 e l’aumento dell’IVA

Sul fronte politico si parla sempre di più dell’intesa fra il Partito Democratico e il M5S. Nel caso in cui questa possibilità si avverasse, la riforma delle pensioni potrebbe subire un drastico cambiamento in vista della Legge di Bilancio 2020. Nel mirino c’è la Quota 100, la misura pensionistica fortemente voluta dalla Lega e dal leader del Carroccio, Matteo Salvini. Secondo i piani del partito, la Quota 100 dovrebbe durare tre anni e fungere da ponte per l’estensione della Quota 41 a tutti, indipendentemente dall’età. Le cose però potrebbero cambiare con un Governo a guida giallorossa. Ci sono almeno otto miliardi in ballo grazie ai risparmi della misura, ma per il prossimo anno è necessario scongiurare l’aumento dell’IVA. Per questo motivo è necessario trovare una soluzione efficace il prima possibile.

Quota 41 ai precoci e Ape Socila invece di Quota 100

Un’eventuale abolizione della Quota 100 porterebbe sicuramente ulteriore caos fra i pensionandi e nel caso in cui arrivasse davvero un Governo PD-M5S, l’ipotesi potrebbe diventare facilmente realtà. Tra le proiezioni sul futuro della riforma pensioni, spicca quella proposta da Il Messaggero: l’Ape Social potrebbe prendere il posto della Quota 100, garantendo l’uscita agevolata a 63 anni di età. La misura è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2019 e assieme alla Quota 41 per i precoci potrebbe avere effetti più ‘leggeri’ sul numero di uscite dal mercato del lavoro. Bisogna ricordare, infatti, che la Quota 100 rischia di lasciare un buco enorme nel settore scolastico e sanitario e anche per questo motivo non è mai stata accettata dall’opposizione e dall’Unione Europea.

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