Quota 100: Inps dà ragione ai sindacati, legge Fornero non superata

Com’è ormai noto, l’introduzione della Quota 100 da parte del Governo Lega-M5S, aveva come obiettivo primario il superamento graduale della Legge Fornero. Come secondo obiettivo, non meno importante e ancora attuale, dovrebbe fungere da misura-ponte per la modifica della Quota 41, che verrebbe estesa a tutti indipendentemente dall’età. La riforma del 2011 è stato un vero colpo per i futuri pensionati, per questo motivo un intervento per la sua modifica o rimozione  è stato uno dei cavalli di battaglia dei partiti oggi in carica.

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Cosa dice l’Inps sulla Quota 100

Quota 100 avrebbe dovuto anticipare l’accesso alla pensione a centinaia di lavoratori, ma gli anni di anticipo non sarebbero abbastanza per poter affermare di aver superato la Legge Fornero. Lo hanno sottolineato i sindacati a seguito del rapporto annuale dell’Inps nel quale sono stati riportati gli effetti delle riforme varate dal Governo in questo primo anno. Secondo i dati, l’Inps eroga ogni mesi 15 milioni di assegni il cui importo medio è di 1548,85 euro. Secondo le stime, entro la fine dell’anno saranno 205mila i lavoratori ad aver usufruito della Quota 100, con una spesa di 3,6 miliardi. Si tratta di numeri inferiori alle aspettative in quanto la platea sarebbe dovuta arrivare a quasi a 300mila. Nonostante questo, secondo Tridico bisogna evitare gli allarmismi poiché il sistema è solido.

Le parole di Maurizio Landini (CGIL)

Secondo il sindacalista della CGIL Maurizio Landini, la Quota 100 avrebbe mandato in pensione meno lavoratori di quelli stimati e questo, secondo Landini, conferma “l’esigenza e la sostenibilità di una vera riforma previdenziale che superi la legge Fornero e che dia una risposta vera a tutti i lavoratori, a iniziare dai giovani, dalle donne, da chi fa lavori poveri, discontinui o gravosi, dai precoci e risolva definitivamente la questione esodati”. Quale potrebbe essere questa riforma? Landini non si sbilancia, ma prende in considerazione la Quota 41 estesa a tutti, un intervento che vedrebbe d’accordo tutti, dal Governo ai sindacati. In ogni caso, afferma il sindacalista, se il sistema è solido bisogna andare avanti con la riforma, in quanto la spesa italiana non è fuori controllo ed è al di sotto della media europea. Sindacati e Inps, dunque, converrebbero su di un fatto: il sistema non è in crisi e si può procedere in questa direzione.

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