Rinuncia al reddito di cittadinanza: Inps ha rilasciato il modulo

La rinuncia al reddito di cittadinanza è finalmente possibile. L’INPS, da alcuni giorni, ha rilasciato il modulo da compilare al fine di revocare il beneficio. Negli ultimi mesi sono stati molti i cittadini che si sono lamentati del basso importo erogato e dell’impossibilità di seguire un iter per poter rinunciare alla card. Ricordiamo, poi, che una volta percepito l’assegno mensile, sono obbligo altre azioni: siglare il Patto del Lavoro con i centri per l’impiego, con l’obbligo di impegnarsi nella ricerca di un lavoro e nella frequentazione di corsi di formazione, e partecipare a progetti o lavori socialmente utili per almeno 8 ore alla settimana.

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Il modulo per la rinuncia al reddito di cittadinanza

Fino a pochi giorni fa, c’erano a disposizione almeno tre moduli relativi al reddito di cittadinanza: uno per inoltrare la richiesta e altri per comunicare variazioni di reddito. Oggi se ne aggiunge un altro: il modulo SR 183 per rinunciare al beneficio.
Come si compila?
Il modulo è composto da una sola pagina sulla quale è necessario inserire i seguenti dati:

  • Dati del titolare del reddito di cittadinanza;
  • Stato della domanda (se ancora in fase di approvazione oppure se il beneficio è stato già riconosciuto);
  • Dati dei componenti del nucleo familiare;
  • Data, luogo e firma.

È presente un secondo foglio dedicato all’informativa sulla privacy e sui dati personali. In questo caso bisogna prenderne visione, senza necessariamente firmarlo. Assieme a questi due fogli, il modulo e l’informativa, si deve allegare la fotocopia di un documento di identità valido. Una volta avuta a disposizione tutta la documentazione del caso, basta recarsi in una delle strutture dell’Inps competente per il territorio in cui si risiede.
Una volta consegnati i documenti, il beneficio della card verrà disattivato senza conseguenze sul REI.

200mila famiglie in attesa della chiamata

In questi mesi il numero dei beneficiari è cresciuto, anche se è ancora tutto fermo per quanto riguarda il Patto del Lavoro. Sono 200mila i nuclei famigliari da avviare ai percorsi di formazione, ma per i navigator è ancora tutto fermo. Bisognerà attendere la metà di agosto poiché l’assunzione dei 2980 vincitori del concorso è prevista fra il 19 e il 24 luglio. Seguiranno tre giorni di orientamento e due settimane di formazione sul territorio. Infine, sarà previsto un test di verifica da superare per ricevere la certificazione. Per tutti questi motivi i tempi si sono dilatati, mentre il Governo ha già speso 1 miliardo di euro in card del reddito di cittadinanza. Insomma, la disorganizzazione e i ritardi non mancano e questo non aiuta la credibilità del ‘sussidio’ a cinque stelle.

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