Come rispondere ai colloqui di lavoro secondo Sundar Pichai, CEO di Google

Come rispondere ai colloqui di lavoro? Può sembrare una domanda banale, alla quale sono state già date mille risposte diverse. Nei fatti, però, come in tutte le cose che appaiono semplici quando sono molto complicate, ci sono poche soluzioni in gioco. Esistono metodi e trucchi per prepararsi a un evento simile, capace di cambiarti la vita: dallo studio del linguaggio del corpo che insegna a controllarlo, al miglioramento della dizione e della dialettica. Nonostante questi stratagemmi, però, non possiamo mai essere sicuri al cento per cento di riuscire a superare l’incontro ed essere assunti. Capitano imprevisti, domande scomode o alle quali non siamo preparati; proprio su queste domande dirette e non sempre prevedibili, il CEO di Google, Sundar Pichai, durante un talk show, ha raccontato quale, secondo la sua esperienza, dovrebbe essere la risposta corretta da dare.

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La capacità di reagire agli imprevisti

Come sappiamo, il colloquio di lavoro si divide in varie fasi. Queste fasi, in realtà, fanno seguito a due categorie di domande alle quali veniamo sottoposti: una di natura generale e una di natura tecnica e più specifica. La difficoltà maggiore si riscontra sempre nelle domande generiche; rispondere a quesiti come ‘Dove ti vedrai fra 10 anni?’ oppure ‘Quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza?’, spesso ci mette in difficoltà poiché non esiste un’unica risposta corretta da dare. Lo stess rischia di prendere il sopravvento e pensiamo a decine di risposte plausibili. Per quanto riguarda le domande di natura tecnica, invece, solitamente la preparazione è maggiore e durante il colloquio di lavoro, il reclutatore sottopone al candidato un quesito di natura tecnica da risolvere per capire non tanto il grado di preparazione teorica, ma il livello di comprensione del gergo tecnico e, quindi, delle reali potenzialità dell’aspirante.

La risposta giusta secondo Sundar Pichai

In un certo senso e secondo un certo limite, fingere può anche rivelarsi utile e vantaggioso, ma non bisogna mai eccedere in questo vero e proprio ‘salto nel vuoto’. Gli esperti, infatti, consigliano di non nascondere le incertezze e la propria insicurezza, ma di farne un punto di forza. Una persona che sostiene questa tesi è il CEO di Google, Sundar Pichai; durante un talk show, infatti, ha rivelato quella che, secondo lui, è la risposta giusta da dare nei casi in cui non si conosca il prodotto dell’azienda o i servizi che offre. Quando gli hanno domandato quale sia, Sundar Pichai ha risposto: “Non lo so”. Questa è la risposta migliore da dare in questi casi; il CEO di Google ha poi rivelato che grazie alle sue domande e all’interessamento per quel prodotto ‘sconosciuto’, è riuscito a farsi assumere. I reclutatori avevano apprezzato sia la curiosità che la sua vivacità intellettuale. “Non avere paura di chiedere – ha aggiunto Sundar Pichai – e in molti casi sarai esaudito“.

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