RdC, hotel e alberghi senza personale: “Non lavorano per non perdere l’assegno”

Hotel e alberghi senza personale per la prossima stagione estiva. Il problema è evidente già in queste ultime settimane e a lanciare l’allarme sono proprio gli albergatori, oltre al primo cittadino di Gabicce Mare. Il messaggio è stato poi rilanciato anche dall’ex primo ministro ‘dem’ Matteo Renzi con un tweet. L’estate 2019 è arrivata in ritardo, ma non per questo mancano i posti di lavoro stagionale negli hotel e sulle spiagge; servono, infatti, bagnini, camerieri, cuochi, facchini, baristi, ma non si trovano. I giovani preferiscono non perdere il reddito di cittadinanza.

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Hotel e alberghi senza personale: l’allarme del sindaco di Gabicce Mare

Negli ultimi giorni, il sindaco di Gabicce Mare, Domenico Pascuzzi, aveva lanciato l’allarme e messo in risalto un problema che affligge la riviera adriatica in queste settimane, gli hotel e alberghi senza personale: “Siamo in emergenza vera. Molti giovani del sud, che l’anno scorso avevano fatto la stagione nei nostri alberghi, quest’anno non sono voluti tornare perché stavano percependo il reddito di cittadinanza. E se accettassero di tornare perderebbero l’assegno da oltre 700 euro che a loro basta per vivere“. Oltre a Matteo Renzi e al sindaco di Gabicce Mare, anche Ivana Veronese, segretaria della UIL, aveva sottolineato il problema: “Nella riviera romagnola, da un lato diminuisce l’offerta di lavoro, dall’altro, anche se in misura minore, c’è chi accetta il lavoro in nero pur di non perdere il reddito di cittadinanza“.

I racconti degli albergatori e dei gestori di stabilimenti

Come sostiene Il Giornale e rilancia il Corriere Adriatico, sono molti gli albergatori e i gestori di stabilimenti che hanno denunciato la situazione: “Qualche giovane si presenta, ma chiedono espressamente di non essere regolarmente assunti per non perdere il sussidio. C’è poi chi preferisce prendere 700 euro al mese di sussidio invece di guadagnarne 1100 lavorando“. Il M5S, attaccato su più fronti proprio sulla misura del reddito di cittadinanza, unico cavallo di battaglia del partito, si è difeso sul suo blog e ha risposto alle critiche: “I lavori stagionali sono la giungla di precarietà. Orari disumani, stipendi da fame, nessuna sicurezza. Noi con il decreto Dignità e il reddito di cittadinanza sosteniamo chi è stato ridotto alla fame dai precedenti governi

E le condizioni di lavoro?

Sui social, in queste ore, è scoppiata la polemica a seguito delle parole del sindaco di Gabicce Mare. Il problema riguarderebbe proprio le condizioni di lavoro alle quali i giovani non intendono sottostare e non il reddito di cittadinanza in sé, secondo molti lettori. Loredana Longhin, responsabile turismo Filcams Cgil Pesaro Urbino, ha commentato: “Il problema non è tanto il reddito di cittadinanza ma le regole su lavoro, retribuzione, rispetto degli orari di lavoro che spesso mancano. Molte volte qui nella zona stipulano contratti di lavoro di 8 ore al giorno e poi sono 12. Ogni anno noi ci occupiamo di decine e decine di questi casi e seguiamo la vertenza

La risposta del sindaco di Gabicce a Repubblica

In merito alle sue affermazioni su Il Resto del Carlino, il sindaco Pascuzzi ha risposto così a Repubblica: “Non volevo assolutamente dire che i giovani del sud non abbiano voglia di lavorare. Sono stato frainteso. Mi sembra anche paradossale visto che sono nato a Catanzaro fino ai 18 anni, poi Milano e vivo a Gabicce dal 2005. Conosco benissimo la realtà e penso che anzi i giovani del sud siano maggiormente disposti ai sacrifici. Continuo a pensare che il reddito sia assistenzialismo puro e che provoca queste situazioni“.

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