Riforma pensioni: cosa cambia dopo le elezioni europee

I risultati ottenuti nelle ultime elezioni europee 2019 potrebbe ripercuotersi anche sulla riforma pensioni voluta dal Governo Lega-M5S. Proprio la Lega ha ottenuto il primato in Italia, ma il tema previdenziale non è uno dei punti caldi in Europa. Sicuramente potrebbero arrivare nuove modifiche per via della vittoria delle Lega e la crescita di consensi di Fratelli D’Italia, due partiti che rappresentano l’ala riformatrice del paese.

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La riforma pensioni in Europa

È necessario fare una premessa: non esiste un sistema pensionistico unico valido per tutta l’Europa e il tema previdenziale non è stato al centro del dibattito politico, se non durante le elezioni di marzo 2018. Anche in Italia, comunque, ci sono varie correnti di pensiero e diversi trattamenti pensionistici. Ad ogni modo, per volere dell’Europa, l’Italia deve tenere conto di tre caratteristiche: risparmio previdenziale, sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico e capacità del sistema stesso di garantire indipendenza economica ai pensionati. Per poter rimanere entro questi tre limiti, negli ultimi anni l’allungamento dell’aspettativa di vita ha visto anche una dilatazione dei tempi di attesa per l’uscita dal mercato del lavoro. Non ci dovrebbero essere quindi grandi cambiamenti in Italia sul fronte previdenziale.

Come potrebbe cambiare la riforma pensioni in Italia

A conti fatti, viste le premesse, nulla dovrebbe cambiare dal punto di vista previdenziale. Nelle ultime settimane in molti erano preoccupati per una possibile cancellazione della Quota 100, vista da molti come insostenibile e rischiosa in termini di debito pubblico. Matteo Salvini, leader del primo partito italiano, la Lega, ha fortemente voluto assieme al M5S questa riforma previdenziale e secondo gli obiettivi annunciati da entrambi i ministri, la Quota 41 estesa a tutti rimarrà lo scopo finale della misura-ponte che durerà tre anni. Il Partito Democratico è in ripresa, ma non può in ogni caso influenzare la politica pensionistica dell’intesa Lega-M5S. Dunque, tutto dovrebbe rimanere pressochè invariato.

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