La fregatura del reddito di cittadinanza: lavoro proposto solo a uno su quattro

Il reddito di cittadinanza è, forse, l’idea più inutile che un Governo potesse proporre. Invece di potenziare i centri per l’impiego e riformarli rendendoli funzionali allo scopo, fino a questo momento non c’è stato altro che caos. L’importo calcolato in base a ISEE e altri dati lo ha reso ridicolo di per sé: la maggior parte riceverà fra i 40 e i 70 euro al mese come ‘integrazione’, una mossa assolutamente inutile. Il bando per navigator, invece, è ancora una sorta di chimera e ovviamente mancano queste figure un po’ ovunque.

Tutto in ritardo e male organizzato, come vuole la tradizione italiana. Non si può pensare di dare un sussidio (e non sarebbe nemmeno il termine esatto) e cavarsela con applausi e abolizione della povertà. Il mercato del lavoro, soprattutto quello italiano, è complesso, difficile e pieno di problemi. In questo contesto, il reddito di cittadinanza è solo un’altra fregatura per fare campagna elettorale. Basti pensare che, secondo i recenti dati emanati dall’Inps, solo un beneficiario su quattro riceverà una proposta di lavoro, in altre parole il 24 per cento di chi riceve l’integrazione. Il restante rientra in altre due casistiche: persone in stato di forte disagio sociale e pensionati.

Anche gli imprenditori scuotono la testa; il reddito di cittadinanza non li aiuta a trovare e assumere personale. Sempre secondo i dati dell’Inps aggiornati al 10 maggio, il 36,4 per cento degli aventi diritto in Lombardia non ha avuto un riscontro positivo; in pratica una persona ogni tre si dice insoddisfatta della misura e sono centinaia coloro che hanno rinunciato o che stanno chiedendo un modo per rinunciarvi. Insomma, i pronostici non fanno ben  sperare.

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