Quanto guadagna un travel blogger e cosa fa

Diventare travel blogger è il sogno di tantissime persone, soprattutto giovani. La passione per il viaggio accomuna un po’ tutti e lo spirito di esplorazione ci accompagna in ogni meta. Grazie alla rivoluzione digitale sono nati molti lavori che si possono svolgere comodamente da casa, davanti a un pc, magari con una tazzina di caffè fra le mani. Nelle aziende viene chiamato smart work o co-working, in base ai casi. Il travel blogger, però, è qualcos’altro, qualcosa di autonomo e indipendente. Vediamo in questa guida come diventarlo e quanto si può guadagnare da questa professione.

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Cosa fa il travel blogger

Il Travel Blogger è un vero e proprio professionista del viaggio. Certo, molti cominciano in maniera amatoriale, con uno zaino in spalla e un pc portatile, ma se il lavoro prende il via, il salto da professionista è dietro l’angolo. Il Travel Blogger si occupa di descrivere minuziosamente i luoghi che ha visitato, insaporendo il tutto con esempi sulla cultura e le usanze della popolazione locale o sulle zone e le aree da non perdere e dove è possibile andare come turisti. In linea generale, i travel blogger sono molto utili alle aziende del settore turistico, ai B&B, agli alle catene di alberghi e a tutte quelle aziende che operano nel settore del turismo. Si tratta di un lavoro indipendente, senza orari fissi o scadenze da rispettare e, soprattutto, senza capi. Si vive di scrittura, di viaggi, di fotografie e di video, ma ovviamente non è un’impresa facile e molti travel blogger, infatti, esercitano questa professione come un secondo lavoro.

Come diventare travel blogger

Come si diventa un travel blogger? Di sicuro non è così facile come può sembrare. Non basta scattare qualche foto o filmare paesaggi idilliaci. Dietro ogni travel blogger di successo c’è un imprenditore digitale che ha pianificato ogni singolo passo. Vediamo i punti da tenere a mente al fine di sviluppare questa professione nella maniera più redditizia possibile.

  • Scegliere una nicchia: non basta essere viaggiatori. Google e soprattutto i lettori interessati, preferiscono la specificità. Dunque è necessario scegliere un gruppo di luoghi simili, la tipologia di viaggio, la compagnia e via dicendo.
  • Imparare a sfruttare la SEO: indicizzare il sito web è importante per ricevere traffico. Non basta scrivere un articolo, bisogna anche saperlo scrivere individuando tutte le parole chiave utilizzate dalle persone per trovare le informazioni. Bisogna, in altre parole, saper intercettare i loro bisogni.
  • Imparare a usare WordPress: bisogna conoscere le basi dell’informatica, sapere gestire un sito web, aggiornarlo e utilizzare i plugin giusti per dare la possibilità ai lettori di navigarlo in tutta semplicità.
  • Aprire un sito web: in questo caso bisogna scegliere un nome appropriato, un dominio e un hosting che sia il più comodo possibile per il proprio lavoro.
  • Usare la newsletter: un modo molto semplice per fidelizzare i lettori. Alla fine di ogni articolo bisogna inserire un modulo per l’iscrizione, in questo modo il bacino di lettori aumenterà di mese in mese.
  • Usare i social: Facebook, ma soprattutto Instagram sono essenziali per un travel blogger. Devono essere aggiornati costantemente.
  • Imparare a usare la macchina fotografica e fare videomaking: montare video e scattare foto professionali è utile per poter avere successo in questo lavoro. Non è necessario essere fotografi professionisti, ma sapere utilizzare al meglio una macchina fotografica e saper montare i video sono requisiti obbligatori.

Quanto guadagna un travel blogger

Ci sono diverse strade con le quali poter guadagnare come travel blogger. Sicuramente una cifra mensile indicativa non esiste per questo lavoro, ma di sicuro è possibile vendere spazi pubblicitari, vendere infoprodotti e guide turistiche. Farsi sponsorizzare dalle aziende del settore turistico è un altro modo per trarre guadagno. Ci sono le affiliazioni per i prodotti da viaggio o ancora la stesura di articoli commissionati. Insomma, le possibilità sono innumerevoli, ma bisogna darsi da fare per fare in modo che il travel blogger diventi una professione a tempo pieno.

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