Pensioni: bocciata la salvaguardia per gli esodati, le novità

Il tanto discusso decretone sta per terminare la sua corsa. La Quota 100, nonostante la misura non sia ancora stata trasformata in Legge, sta avendo successo e sono già 80mila le istanze presentate nonostante i punti critici. Dalla discussione sul decreto 4/2019, però, arrivano nuove notizie che a molti non piaceranno. Si parla della salvaguardia per 1300 esodati, degli incentivi legati al reddito per i contratti a termine e molto altro. Ecco le bocciature.

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La bocciatura della norma salva-esodati

Come riporta anche Il Sole 24 Ore, i tecnici del Governo avevano preparato un emendamento da presentare in Commissione Lavoro alla Camera. La proposta consisteva in un riscatto forfettario di 2620 euro da versare per ogni anno di mancata contribuzione fino a un periodo massimo di otto anni. In questo modo, circa 1300 esodati avrebbero potuto accedere al pensionamento anticipato mediante la Quota 100 o l’Opzione Donna. Le coperture, però, sono risultate insufficienti per dare il via alla norma, che è stata bocciata. Nemmeno la proposta della Lega sull’Ape Sociale per gli esodati è stata presa in considerazione.

Bloccate norme-rider, Inpgi e incentivi per Reddito di Cittadinanza

La proposta di un’estensione dell’incentivo collegato al Reddito di Cittadinanza non solo ai contratti a tempo indeterminato, ma anche a quelli a tempo determinato e a tempo indeterminato con orario parziale, è stata bloccata. Anche in questo caso non si riescono a recuperare le risorse necessarie. Anche le norme-rider si sono arenate: il correttivo che avrebbe applicato la disciplina del lavoro subordinato per i ‘rider’ è stata bloccata e non ci sarà alcuna stretta e nessuna modifica al comma 1 dell’articolo 2 del Jobs Act. Stessa sorte per l’emendamento che proponeva l’iscrizione all’Inpgi per i comunicatori professionali.

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