Pensioni, Marattin (PD): “Lega ha bloccato aumento come fece Fornero”

Il blocco dell’aumento delle pensioni arriverà a Giugno, secondo le previsioni del Governo, e a puntare il dito su questo fatto è il PD. Inoltre, ai pensionati verrà chiesto di restituire i soldi ricevuti a Gennaio. Lo ha spiegato l’esponente PD Luigi Marattin durante un’intervista per il quotidiano online FanPage.it. Secondo Marattin: “È proprio la misura su cui la Fornero si mise a piangere. L’Ironia è che la Lega ha pubblicato le foto di lei piangente, attaccando quella misura, e ora ha rifatto la stessa cosa, il blocco delle indicizzazioni“.

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Pensioni, Marattin: “Lega ha bloccato aumento come fece Fornero”

Secondo Marattin, l’aumento delle pensioni previsto nel 2019 è stato bloccato con l’ultima Legge di Bilancio. La causa sarebbe da imputare alla mancata indicizzazione che, tra le altre misure, avrebbe dovuto finanziare anche la Quota 100. Per questo motivo dovranno essere restituiti i soldi di Gennaio e secondo il PD, nei fatti, il mancato aumento dell’1,1 per cento del Governo Lega è del tutto simile a quanto portato avanti dalla Fornero nel 2011, in quel famoso giorno in cui pianse durante la conferenza stampa. Lo ha spiegato Luigi Marattin durante un’intervista per FanPage.it.

Pensioni: con Quota 100 la Legge Fornero rimane inalterata

Un altro punto critico riguarda la Quota 100. La misura-ponte, fortemente voluta sia dalla Lega che dal M5S e che avrebbe come scopo quello di cancellare la riforma Fornero ed estendere in un secondo momento la Quota 41 a tutti, indipendentemente dall’età, lascia inalternata la Legge Fornero. Marattin ha spiegato: “La finestra è ingiusta perché sarebbe giusto mantenerla solo per i lavori gravosi e usuranti. Darla a tutti i lavoratori è ingiusto in un sistema come il nostro, gravato per l’accumulo di un grosso debito causato dalle baby pensioni“. Rimane poi la questione del Reddito di Cittadinanza. Anche in questo caso Marattin non ha risparmiato le critiche: “Sulla misura rimaniamo contrari, se si voleva intervenire contro la povertà si potevano mettere più soldi sul Rei, anche cambiandogli il nome – ha sottolineato, aggiungendo – È sbagliato l’impianto, non si può usare un solo strumento per quattro cose diverse. Inoltre la misura la accoglie l’Inps, la eroga Poste e poi spetta gestirla ai centri per l’impiego. Le misure funzionano se vengono fatte e controllate dalla stessa amministrazione“.

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