Pensioni, UE boccia Quota 100: “Misura inefficace”

La riforma delle pensioni portata avanti dal Governo Conte non è mai piaciuta all’Unione Europea e le critiche sono piovute da più parti fino a questo momento. Quota 100, lo ricordiamo, è una misura-ponte che, secondo le intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe portare all’estensione della Quota 41 a tutti, indipendemente dall’età. I due vicepremier, Luigi Di Maio dei cinque stelle e Matteo Salvini della Lega, nelle scorse settimane hanno ribadito questo obiettivo e sarebbero già a lavoro per attuarlo nei tempi previsti. Nel frattempo però la Commissione UE punta il dito contro la riforma, definendola inefficace.

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Pensioni, UE Boccia la Quota 100

Secondo gli ultimi dati, la Quota 100 sta avendo un enorme successo fra gli aspiranti pensionati. Si stimano ormai quasi 100mila domande e almeno 23mila pensionamento nei settori sanitario e scolastico. Nonostante questo, però, l’UE rimane ferma sui reali rischi di questa misura, defindola inefficace e in grado di aumentare la spesa pubblica e pensionistica in un paese che non può farlo. L’UE ha fatto sapere che “Il bilancio del 2019 include misure politiche che invertono gli elementi delle precedenti importanti riforme“. Non ci sarebbero, quindi, misure utili ad aumentare la crescita potenziale. Queste prospettive potrebbero diminuire e indebolirsi, aumentando di conseguenza la spesa pubblica. Da questa situazione ne uscirebbero modificati in negativo sia i sistemi finanziari che il mercato del lavoro italiani.

Pensioni: medici e insegnanti in fuga

Il sistema sanitario nazionale potrebbe accusare il colpo a causa della Quota 100. Si stimano almeno 23mila pensionamenti con la Quota 100 da parte dei medici italiani, una situazione di rischio. Secondo le stime del sindacato dei medici dirigenti, Anaao-Assomed, sarebbero 18mila i medici pronti a lasciare il lavoro e a questi si aggiungerebbero altri 20mila che matureranno i requisiti per la Quota 100 nel triennio 2019-2021. Non tutti, ovviamente, la utilizzeranno per lasciare il lavoro. Il segretario nazionale Anaao-Assomed, Carlo Palermo, ha spiegato: “È un quadro di forte allarme: oggi i medici in servizio nel Ssn sono infatti circa 105mila e se nei prossimi 3 anni si creasse un buco di 23mila camici bianchi, ciò porterebbe ad una pesante riduzione dei servizi per i cittadini. Tali fuoriuscite, infatti, arriverebbero in un contesto attuale della Sanità italiana che è già di forte degrado“. Secondo Palermo è necessario che il Governo copra questa emorragia istituendo nuovi concorsi e incrementando le assunzioni di nuovo personale.

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