Quota 100: non esistono penalizzazioni o ‘tagli’ dell’assegno

Negli ultimi mesi l’introduzione della Quota 100 è stato il cavallo di battaglia del Governo gialloverde. L’obiettivo, sottolineato a più riprese dal Ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, è quello utilizzare questa misura-ponte per almeno tre anni con l’obiettivo di arrivare alla modifica della Quota 41, che verrebbe estesa a tutti indipendentemente dall’età. Allo stesso tempo si supererebbe la legge Fornero, ma è ancora tutto da vedere. I numero legati alle richieste di pensionamento anticipato, però, parlano chiaro: oltre le 50mila unità in tutta Italia e il numero sale. Bisogna fare, però, alcuni chiarimenti sulle famose penalizzazioni di cui molti media parlano.

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Quota 100: i requisiti della misura

Come ormai è noto, per poter richiedere il pensionamento anticipato mediante la Quota 100, è necessario aver maturato 62 anni di età e almeno 38 di contributi versati. Questo significa che una volta maturati i contributi richiesti, è anche possibile richiedere la pensione da disoccupati una volta raggiunta l’età anagrafica necessaria. Non ci sono, quindi, ulteriori requisiti: una volta maturati, la domanda può essere inoltrata in qualsiasi momento, per questo motivo non è corretto parlare di finestre di uscita fisse. Una volta raggiunti i requisiti, l’arco di tempo che passa tra la domanda e il pensionamento sarà di almeno 3 mesi.

Quota 100 e le famose penalizzazioni

Arriviamo poi a un altro punto importante. Molto media e giornali negli ultimi mesi hanno parlato di penalizzazioni e di taglia all’assegno pensionistico per chi sceglie la misura della Quota 100 per uscire dal mercato del lavoro. Si tratta di una terminologia errata e che può destare sia confusione che preoccupazione. Infatti, non esiste alcuna penalizzazione e nessun ‘taglio’ dell’assegno per chi sceglie la Quota 100. La questione è molto più semplice: andando in pensione prima, si pagano meno contributi. Di conseguenza, l’assegno percepito sarà più basso. Non ci sarà alcuna decurtazione, quindi, e l’assegno verrà valutato con il sistema contributivo.

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