Pensioni: perdita della Naspi con la Quota 100?

Come ormai sappiamo, per poter uscire dal mercato del lavoro con la misura-ponte Quota 100, è necessario aver maturato 62 anni di età e 38 di contributi versati. Questi requisiti, però, potrebbero far perdere automaticamente la Naspi, l’indennità di disoccupazione erogata a quei lavoratori che hanno perso la propria occupazione senza alcuna colpa. Nella riforma delle pensioni voluta dal Governo Conte, dunque, potrebbe esserci anche questo punto, anche se sono necessarie nuove direttive da parte dell’Inps, ma facciamo chiarezza.

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Pensioni: Quota 100 potrebbe far perdere la Naspi

Grazie al decreto del Governo Conte che dovrebbe riformare in parte il sistema pensionistico e dare il via a nuovi obiettivi tanto decantati dalla Lega e dal M5S, come la Quota 41 estesa a tutti, indipendentemente dall’età, oltre alla pensione di vecchiaia e a quella anticipata, è stata introdotta una nuova misura che durerà tre anni: la Quota 100. Per accedervi è necessario aver maturato 62 anni di età e 38 di contributi. Fino a questo momento c’erano due possibilità per far decadere la Naspi: il compimento dei 67 anni di età, nel caso in cui il lavoratore abbia maturato 20 anni di contributi, oppure il raggiungimento di 42 anni e 10 mesi di contributi (uno in meno per le donne). Ora potrebbe aggiungersi la Quota 100 fra le cause, ma in questo caso sono l’Inps e il Ministero del Lavoro a dover chiarire la situazione, per questo motivo si tratta solo di un’ipotesi, fino a prova contraria.

Pensioni: i dubbi potrebbero essere sbagliati

Come abbiamo sottolineato, è possibile che questa ipotesi non sia vera. Tramite la circolare 142/2015, l’Inps ha chiarito la compatibilità fra Naspi e Opzione Donna: la seconda si deve intendere come un regime facoltativo, per questo motivo, una volta raggiunti i requisiti, la Naspi non viene persa. La Naspi viene tolta una volta che la lavoratrice abbia raggiunto il tempo utile per ricevere l’assegno dopo aver inoltrato la domanda. La Naspi, inoltre, non deve essere restituita per il periodo in cui è stata percepita tra la richiesta inoltrata e il raggiungimento del tempo utile per il primo assegno. Questo ragionamento potrebbe valere anche per Quota 100: una volta raggiunti i requisiti, il lavoratore dovrebbe poter decidere quando andare in pensione anticipata. In questo caso, ovviamente, non potrà cumulare pensione e Naspi.

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