Salario minimo: in Parlamento arriva il disegno legge del M5S

Come è stato annunciato dal M5S, il ddl sul salario minimo è approdato in Parlamento e potrebbe essere approvato già nel corso del 2019. Il Reddito di Cittadinanza, secondo il Movimento Cinque Stelle, è già un passo avanti per quanto riguarda i diritti dei lavoratori, ma ora si potrebbe andare oltre per garantire maggiori diritti ai lavoratori. A questo proposito il partito ha voluto sottolineare quanto previsto dall’articolo 36 della Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa“.

Salario minimo e Reddito di Cittadinanza

Un Salario minimo orario dovrebbe essere previsto anche per fare in modo che il Reddito di Cittadinanza raggiunga il suo scopo: se lo stipendio tende verso il basso, la possibilità che un nucleo famigliare usufruisca di questa misura si sarà più alto. Il Governo Renzi in passato aveva parlato di questa circostanza, ovvero dell’introduzione di una retribuzione minima oraria fissa, al di sotto della quale non si può scendere, ma non ha mai attuato un piano per la formulazione di una legge. L’Italia, a conti fatti, è uno dei pochi stati a non elargire questo diritto ai lavoratori e lascia ai singoli CCNL la scelta dello stipendio che il datore di lavoro deve dare al dipendente. Francia, Grecia, Germania, Spagna, Portogallo, sono tutte nazioni che prevedono un salario minimo orario.

Cosa rischia il lavoratore con l’introduzione del salario minimo

Ci sono dei pro nei confronti del salario minimo, ma ci sono anche dei contro. In Germania, ad esempio, il corrispettivo non può essere inferiore ai 9,19 euro lordi all’ora, una cifra che entro il 2020 salirà a 9,35 euro lordi. Ciò che hanno fatto però alcune aziende tedesche è stato diminuire le ore di lavoro, passando, molto spesso, da 40 ore settimanali a 35. In questo modo lo stipendio del lavoratore non cambia di molto e il rischio è che anche molte aziende italiane finiscano per attuare lo stesso ‘raggiro’ del ddl.

Cosa prevede il salario minimo orario

L’obiettivo principale della legge sul salario minimo è quello di contrastare il fenomeno dei lavoratori sfruttati, ovvero tutti coloro che, nonostante le numerose ore di lavoro finiscono per percepire un reddito che li pone al di sotto della soglia di povertà relativa. Secondo l’ISTAT, in Italia l’11,7 per cento dei lavoratori riceve uno stipendio inferiore al minimo garantito. Il ddl del M5S, firmato dalla Presidente della Commissione Lavoro, Nunzia Catalfo, ha come obbiettivo quello di risolvere questo problema. La paga oraria, quindi, non dovrà essere inferiore ai 9 euro lordi all’ora, compresi gli oneri previdenziali e contributivi. Un altro punto del ddl riguarda l’adeguamento del trattamento economico complessivo nel tempo attraverso due possibili strade: l’aumento dell’importo fissato per legge, adeguato in base agli indici ISTAT dei prezzi di consumo, e il richiamo dei contratti collettivi.

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