Quota 100: le finestre d’uscita non sono fisse, come funziona

La Quota 100, misura-ponte del Governo Lega-M5S, sta ottenendo un forte successo fra gli aspiranti pensionati. Ormai le richieste superano di molto le 20mila unità e il dato è destinato a salire vertiginosamente. Matteo Salvini, leader della Lega e Ministro dell’Interno, sta già facendo un passo avanti e punta all’estensione della Quota 41 a tutti, indipendentemente dall’età. Ci sono, però, ancora diversi dubbi sulla misura che consente l’uscita dal lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi, uno di questi riguarda le finestre di uscita.

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Quota 100: le finestre non sono fisse, ecco come funziona

Il dubbio delle finestre di uscita legate alla Quota 100 è stato sollevato dal quotidiano NotizieOra e riguarda la possibilità di andare in pension nel 2019 tramite una delle ‘finestre’ a disposizione dell’aspirante pensionato. Queste, al contrario di ciò che si pensa, non sono fisse. Inizialmente, per i dipendenti del settore privato, si parlava di quattro finestre utili: gennaio, aprile, luglio e ottobre. Questa informazione è incorretta. Secondo il maxi decreto, infatti, bisogna semplicemente attendere tre mesi dalla maturazione dei requisiti, vale a dire i 62 anni di età e i 38 di contributi. Questa tempistica però non è obbligatoria. Per i dipendenti pubblici, infatti, la cosa importante è che la prima finestra utile sia a sei mesi dalla maturazione dei requisiti, 3 mesi per i privati. L’accesso alla pensione, dunque, dipende unicamente dalla scelta del lavoratore.

Salvini punta già alla Quota 41

La misura Quota 100 durerà tre anni. Al termine di questo lasso di tempo il Governo dovrebbe decidere per l’estensione della Quota 41 a tutti, indipendentemente dall’età. Questo è l’obiettivo ultimo dell’esecutivo ed è stato sottolineato nei giorni scorsi dal leader della Lega Matteo Salvini. Le valutazioni sarebbero già cominciate e anche se non c’è ancora un accordo sulla tempistica, l’intesa con il M5S su questo punto è molto forte. Sostenere la Quota 41 con la Quota 100 sarebbe costato almeno 10 miliardi di euro, per questo motivo l’attesa è necessaria; la data utile potrebbe arrivare per il 2020.

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