Pensioni: Decreto firmato, ecco cosa aspettarsi da Quota 100 e le altre misure

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto dedicato alla Quota 100, all’Opzione Donna, all’Ape e al reddito di cittadinanza. Varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 17 gennaio, il cosiddetto ‘decretone’ era la grande attesa di questi ultimi mesi. Nelle prossime ore dovrebbe arrivare anche la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma nel frattempo vediamo quali sono le novità in merito alla riforma delle pensioni voluta dal Governo Lega-M5S.

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Pensioni: Quota 100 e superamento della Legge Fornero

FIn dagli inizi, l’obiettivo di Lega e M5S è sempre stato quello di attuare una riforma delle pensioni che fosse in grado di superare definitivamente la legge Fornero. Un passo difficile e molto importante; per farlo è stata varata la misura della Quota 100, che permette l’uscita dal mercato del lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi. La misura sarà in via sperimentale per tre anni, ovvero fino al 2021. La Quota 100 non sarà cumulabile con i redditi da lavoro autonomo o dipendente, eccezione fatta per i redditi da lavoro autonomo occasionale. La soglia, però, è fissata a 5mila euro lordi all’anno. La finestra mobile scatterà dopo tre mesi.

Pensioni: Opzione Donna e Ape prorogate, cosa sapere

Nel decreto, oltre alla misura della Quota 100, è presente anche la proroga a Opzione Donna e Ape Volontaria. La prima misura, pensata per le lavoratrici, garantisce l’uscita dal mercato del lavoro con 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti e 59 per quelle autonome, a patto di avere almeno 35 anni di contributi versati. Il ricalcolo dell’assegno pensionistico avverrà con il metodo contributivo. Proroga anche per l’Ape Volontaria, ovvero la possibilità di andare in pensione tramite l’anticipo con prestito bancario da restituire a rate. Nel decreto è compresa anche la misura del riscatto degli anni di laurea per gli under 45 dietro il pagamento di un forfait di 5mila euro all’anno. Il riscatto, però, sarà possibile solo se i periodi da valutare verranno riscattati con il sistema di calcolo contributivo. Il periodo degli anni di laurea dovrà comunque essere posteriore al 1996.

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