Servono fabbri, saldatori e operai, ma in Italia non si trovano

Il mondo sta cambiando e il futuro lo segue. Non sempre, però, la strada è costellata da innovazioni e nuove scoperte. Qualche volta bisogna tornare indietro oppure fare passi meno lunghi del solito. In Italia ci sono posti di lavoro per 1,2 milioni di giovani, ma un terzo di queste opportunità non vengono sfruttate perché mancano i professionisti. Non stiamo parlando dei classici lavori del futuro, anzi, al contrario, molti dei mestieri che ancora possono dare soddisfazioni esistono da decenni. Probabilmente li facevano i nostri nonni. Fabbri, saldatori, tecnici, operai specializzati; queste sono le figure professionali più difficili da trovare oggi per le aziende italiane.

La flessione registrata da Excelsior

Il programma informativo Excelsior, realizzato dall’Anpal e da Unioncamere, ha registrato una flessione “rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registra una flessione delle entrate previste. Si tratta di un segnale del progressivo rallentamento congiunturale, a conferma di un quadro macroeconomico già noto e reso ancora più incerto dall’evolversi degli scenari economici mondiali” riporta il bollettino. Tra l’incertezza sulla ripresa della domanda interna, i dazi e le conseguenze della Brexit, i dubbi che portano alla flessione sono molti.

I settori che resistono alla flessione

Il quadro economico internazionale non inficia tutti i tipi di mercati, qualcuno, in realtà resiste. Metallurgia, Moda e Turismo continuano a tenere le redini assieme alla meccatronica e la chimica-farmaceutica. Tutti questi settori hanno registrano un incremento, come il turismo, salito dell’8,6 per cento, o la moda del 4 per cento. L’agroalimentare invece cala del 18,2 per cento. In questo scenario emergono 10 professioni tra le più difficili da trovare in questi ultimi anni.

Qui riportiamo una tabella pubblicata da Il Sole 24 Ore (Fonte Unioncamere-Anpal, sistema informativo Excelsior) relativa sia alle 10 professioni che alle assunzioni previste entro marzo 2019.

Crescono le richieste di professioni specializzate

Nel tempo stanno cambiando anche le priorità delle aziende: la richiesta di professioni che mostrano una elevata specializzazione sta aumentando, così come quelle tecniche. Anche per gli operai specializzati è stato registrato un aumento della richiesta dal 30,3 al 31,3 per cento. Calano invece le professioni non qualificate e quelle di tipo impiegatizio, commerciale e dei servizi. C’è, poi, un profilo lavorativo in particolare che risulta introvabile: è quello del fabbro. Su 7mila assunzioni previste a gennaio, il 58,3 per cento non si trova. Mancano anche gli specialisti in scienze bancarie, i saldatori e i tecnici ingegneristici. In questo scenario, come sempre, il Sud fa fatica, mentre il Nord Ovest va avanti per la sua strada.

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