Pensioni: 7 vie per uscire prima dal mercato del lavoro nel 2019

La Quota 100 è stata il cavallo di battaglia del Governo Lega-M5S; consente di andare in pensione in anticipo con 62 anni di età e 38 di contributi anche se l’assegno previdenziale rischia di ridursi fino al 30 per cento. L’obiettivo del M5S, sottolineato dallo stesso vicepremier Luigi Di Maio, rimane la Quota 41 estesa a tutti e dello stesso parere è anche la Lega di Matteo Salvini. Per com’è a situazione oggi, per gli aspiranti pensionati quest’anno ci sono almeno 7 modi per andare in pensione prima.

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Quota 100 e lo scivolo 59+35

La Quota 100 rimane uno dei modi per andare in pensione prima, ma è possibile anticipare ulteriormente di tre anni l’uscita dal mercato del lavoro, e quindi arrivare a una soglia appena sotto i 60 anni, nel caso in cui l’azienda decida di finanziare il ritiro dal mondo del lavoro dei suoi lavoratori: in questo caso servono 59 anni e 35 di contributi. I fondi verrebbero coperti da quelli bilaterali dedicati alla formazione. Come seconda clausola l’azienda dovrebbe comunque assumere un nuovo dipendenti per ogni pensionato. Rientra anche il riscatto degli anni di laurea.

Lavoratori precoci

Per chi ha 41 anni di contributi alle spalle dovrebbe essere possibile andare in pensione nel caso in cui siano stati maturati almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni di età. Bisogna essere inoltre riconosciuti in stato di difficoltà. Secondo la Legge Fornero, comunque, è possibile andare in pensione prima con 42 anni e 10 mesi di contributi – valori che diminuiscono di un anno per le donne – per via del blocco dell’aumento di 5 mesi relativo alla speranza di vita. L’esonero di questo adeguamento dovrebbe valere anche per chi ha alle spalle 7 anni di lavoro usurante negli ultimi 10 (o attività singolari) e abbia maturato 35 anni di contributi.

Ape volontario

Con questa strada, se confermata anche per il 2019, si potrà andare in pensione con 63 anni di età e 20 anni di contributi. In questo caso bisognerà effettuare un prestito bancario agevolato fino a 43 mesi, che dovrà essere rimborsato a rate nel corso dei 20 anni successivi.

RITA

Altro mezzo per raggiungere la pensione di vecchiaia anticipando i tempi. In questo caso è possibile farlo grazie ai contributi accantonati dal lavoratore che risulti iscritto a una previdenza sociale complementare. Per poter accedere a questo trattamento pensionistico sono necessari gli stessi requisiti dell’Ape.

Ape Sociale

Per il 2019 dovrebbe continuare a rimanere in vigore anche questa formula pensionistica. Per i lavoratori in difficoltà sarà possibile uscire dal mercato del lavoro con 63 anni di età e 30 anni di contributi, alzati a 36 in casi particolari. Non ci sarà bisogno del prestito bancario.

Isopensione

Grazie all’isopensione, che sarà in vigore anche nel 2019, sarà possibile anticipare fino a un massimo di 4 anni l’uscita dal mercato del lavoro. L’azienda, in questo caso, sarà tenuta a versare l’intero importo della pensione al lavoratore per tutto il periodo di ‘esodo’. Inoltre, in base alla Legge 205/2017 del Governo Gentiloni, confermata anche dall’esecutivo Lega-M5S, per il periodo 2018-2020, viene esteso il numero di anni da 4 a 7.

Opzione Donna

Nonostante non sia stata prorogata in tempo da parte del Governo Conte, anche questa misura dovrebbe essere valida per l’anno corrente. Per le donne lavoratrici private con 58 anni di età e 35 di contributi, pubbliche con 59 anni, sarà possibile lasciare il lavoro prima dei 60 anni. Il ricalcolo contributivo dell’assegno, però, potrebbe tagliare anche di molto l’importo.

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Un pensiero riguardo “Pensioni: 7 vie per uscire prima dal mercato del lavoro nel 2019

  • 14 Gennaio 2019 in 6:33 pm
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    Io con 34anni e mezzo di contributi e 67 anni di eta potrò andar via senza penalizzazioni a luglio p.v.? Grazie…

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