Pensioni: Quota 100 dal 1° aprile e Cda per Inps e Inail, cosa cambia

La riforma delle pensioni comincia a delinearsi sugli aspetti cruciali e tanto attesi dagli aspiranti pensionati. Per la Quota 100 i primi pensionamenti, secondo l’ultima bozza del decreto, dovrebbero partire dal 1° aprile 2019. Ricordiamo che per accedervi saranno necessari 62 anni di età e 38 anni di contributi versati. La Quota 100, secondo le idee del Governo Lega-M5S, sarà una misura-ponte di durata triennale con lo scopo di superare la legge Fornero e arrivare all’obiettivo finale della Quota 41 o 42 estesa a tutti, indipendentemente dall’età. Ecco cosa prevede il decreto anche per le altre misure, come Opzione Donna.

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Pensioni: Opzione Donna confermata e blocco dell’aumento dei requisiti

Da come si evince dall’ultima bozza del decreto, riportata anche dall’AGI, Opzione Donna sarà confermata e prorogata per il 2019, anche se negli ultimi giorni erano sorte polemiche in quanto la misura, compresa l’Ape Sociale, era scaduta il 31 dicembre senza essere rinnovata in tempo. Un altro punto importante è quello dell’aumento dell’aspettativa di vita e dei requisiti anagrafici: per i lavoratori precoci questa misura verrà abrogata. Per quanto riguarda la pace contributiva, invece, nella bozza del decreto è presente questa possibilità che risulta esercitabile per un periodo massimo di 5 anni. Inoltre, chi usufruirà della Quota 100 non potrà cumulare reddito da lavoro sopra i 5mila euro all’anno.

Pensioni: nessun commissariamento per Inps e Inail

C’è poi un altro punto fondamentale, ovvero il presunto commissariamento dell’Inps e dell’Inail. Come viene spiegano in una nota, il Ministero del Lavoro non intende procedere con questa azione nei confronti dei due enti: “La norma che prevede il ritorno a un consiglio d’amministrazione non prevederà alcuna decadenza degli attuali vertici, le cui funzioni saranno riviste seguendo una logica di una gestione collegiale degli enti. Non sarà presentata alcuna norma che ponga alcun commissario a capo dei due enti“. Da quanto risulta dal decreto, invece, i due istituti vedranno il ritorno di un consiglio di amministrazione a cinque membri, compreso il presidente.

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