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Morte sul lavoro: 703 decessi nel 2018

Il 2018 è stato un anno terribile per quanto riguarda la morte sul lavoro. In Italia sono stati contati 703 decessi, l’ultimo in ordine di tempo è avvenuto il 30 dicembre: si chiamava Ugo Panzanella, 75 anni, professione meccanico. Se n’è andato dopo quaranta giorni di sofferenza causati dall’esplosione della cisterna che aveva davanti. L’ultimo report dell’Osservatorio Indipendente di Bologna, seguito e curato da Carlo Soricelli conta 703 morti sul lavoro, i quali aumentano a 1450 se considerate anche quelle avvenute durante il tragitto casa-lavoro.

La morte sul lavoro ha fatto ‘scomparire un’interà città’ in dieci anni

Come ha spiegato il curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna, Carlo Soricelli, riportato anche dal quotidiano Avvenire: “Da quando ho cominciato a catalogare tutti gli incidenti sul lavoro ho contato più di 15mila morti. È come se, in questi dieci anni, fosse scomparsa dalle carte geografiche una cittadina grande come Sasso Marconi. È impressionante notare come circa un terzo, il 27 cento per l’esattezza, delle vittime abbia dai 61 anni in su. Gli stranieri morti sul lavoro nel 2018 sono stati, invece, il 7,1 cento del totale, in calo rispetto al passato, ma comunque quasi sempre vittime di incidenti accaduti in contesti pericolosi, che gli italiani ormai da tempo rifiutano“.

L’agricoltura è l’ambito lavorativo più a rischio

Il grande killer nell’agricoltura il trattore. Se prendiamo in considerazione le sole categorie, questo settore si conferma come il più pericoloso con il 33 per cento di morti sul lavoro. 149 vittime sono state uccise dal proprio trattore. Le parole di Soricelli in questo senso puntano il dito contro il Governo, il vero grande assente di questa strage silenziosa: “Anche quest’anno nessuno ha fatto qualcosa per mettere fine a questa strage silenziosa nei campi. Lo chiediamo da un decennio a tutti i governi, ma evidentemente non c’è interesse a proteggere la vita di questi lavoratori” ha spiegato.

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