Pensioni: Quota 100 ancora in attesa, i paletti e quando verrà confermata

La riforma delle pensioni del Governo Conte procede, ma quello che tutti stanno aspettando, la Quota 100, tarda ancora ad arrivare. Se in principio doveva essere introdotta subito con la Legge di Bilancio, ora l’esecutivo ha fatto alcuni passi indietro allo scopo di ridefinire i fondi e incontrare il parere favorevole di Bruxelles. Si parla di 2 miliardi in meno per la Manovra con la quale Lega e M5S intendono superare la Legge Fornero. Quota 100 avrà quindi un decreto su misura che dovrebbe essere definitivo nel corso delle prime settimane di gennaio. Vediamo la situazione e le caratteristiche di questa misura-ponte.

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Pensioni: gli obiettivi della Quota 100 secondo il Governo Conte

Fin dall’inizio, Lega e M5S hanno sostenuto l’introduzione di una Quota 100 allo scopo di cancellare la legge Fornero del 2011. Si parlava di assenza di paletti, anche se poi, a conti fatti, ne sono stati introdotti almeno due: 62 anni di età e 38 anni di contributi necessari per poterla richiedere. L’obiettivo di questa misura nel tempo è cambiato: ora la Lega e il M5S non sostengono più la strada della cancellazione della riforma Fornero con la Quota 100, al contrario si parla ormai da mesi di ‘superamento’. La Quota 100 sara una misura-ponte della durata di tre anni che dovrà preparare il campo per il vero presunto obiettivo di questo Governo: la Quota 41 o 42 estesa a tutti, indipendentemente dall’età.

Pensioni: quando entrerà in vigore la Quota 100

Anche questo è un problema non ancora risolto. Le parole di Luigi Di Maio o Matteo Salvini non sono sufficienti, contano i fatti. E per ora di fatti non ce ne sono. Nella Legge di Bilancio la Quota 100 è assente e si parla di un decreto fatto su misura per introdurla. Le indiscrezioni parlano di febbraio come mese di entrata in vigore, ma non ci sono ancora certezze. Comunque, dopo la richiesta bisognerà attendere da un minimo di tre a un massimo di sei mesi prima di ricevere il primo assegno. Questo perché nel frattempo si sono resi conto che non è possibile mandare in pensione interi settori statali, come quello scolastico e sanitario, senza lasciare enormi ‘buchi’ nella gestione stessa di questi settori e, quindi, senza rischiare un collasso. Insomma, bisognerà aspettare gennaio per avere qualche certezza.

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