Offriva posti di lavoro in un villaggio fantasma: condannata a due anni

Offriva posti di lavoro in un villaggio turistico che in realtà non esisteva, chiedendo 50 euro per l’assunzione, per questo motivo, a seguito delle denunce delle vittime, è stata condannata a due anni di reclusione più il risarcimento di 250 euro a ogni persona truffata con questo raggiro. La donna C.B., originaria di Maglie, ma residente a Casarano, era stata accusata di offrire lavoro in un villaggio turistico in cambio di una somma di 50 euro.

Ogni cosa raccontata dalla donna era però finto: il posto di lavoro, il villaggio e il nome con il quale si presentava ai candidati. La sentenza è stata emessa ieri dal giudice della prima sezione penale, Stefania Sernia; l’imputata è stata riconosciuta colpevole del reato di truffa e le è stato imposto di risarcire ogni vittima del suo raggiro con una somma di 250 euro. Le parti civili sono sette. Le vittime, infatti, tramite le denunce sporte tramite l’avvocato Giacomo Mastroleo, avevano dato il via all’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Gagliotta, confermando le accuse in aula.

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, durante il mese di maggio 2015, la donna, presentandosi con il nome fittizio di Katia Giorgino, persona benestante con molte conoscenze importanti sia nell’Arma dei Carabinieri che nel ramo imprenditoriale, avrebbe tenuto diversi colloqui di lavoro allo scopo di assumere 180 candidati da inserire all’interno del villaggio ‘Sole’. Tutti i candidati, almeno sette, vennero invitati a versare la somma di 50 euro al fine di poter avere il posto di lavoro.

Secondo l’imputata, però, lei stessa sarebbe stata una vittima a causa di un’altra persona che l’avrebbe raggirata chiedendole di reclutare personale. A seguito della sua denuncia, la persona è ora accusata di minacce davanti al giudice di pace. La donna, comunque, non era nuova per reati simili: nel maggio 2016 era stata arrestata e condannata in via definitiva a cinque anni e tre mesi di carcere assieme al mario (quattro anni e sei mesi per lui) a causa del fatto che quest’ultimo si era spacciato per carabiniere dei Nas spillando migliaia di euro a venditori di bestiame e proprietari di maneggi.

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