Pensioni: Quota 100 e reddito di cittadinanza si faranno, sconti per famiglie povere

La riforma delle pensioni prende strada e nella manovra ci saranno i tagli alle pensioni d’oro per pagare il reddito di cittadinanza, la riduzione dei contributi per i piccoli giornali, la tassa sui suv che inquinano e la Quota 100. Le ultime dichiarazioni di Luigi Di Maio, capo politico del M5S sembrano chiare. Nel ddl di Bilancio queste misure ci saranno, manca solo il via libera dal Senato. Nel frattempo si parla di ‘colpire la casta’ ed ‘eliminare i privilegi per aiutare i pensionati minimi’.

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Pensioni: Quota 100 e reddito di cittadinanza ci saranno

L’introduzione della Quota 100, così come quella del reddito di cittadinanza, sono state riformulate con l’unico scopo di garantire la massima copertura possibile. Questo, almeno, secondo gli intenti del M5S. Per la Quota 100, la prima data utile per uscire dal mercato del lavoro sarà il 1° aprile 2019 per i dipendenti privati e il 1° ottobre per i dipendenti pubblici. Il reddito di cittadinanza, invece, sarà dedicato ad almeno 5 milioni di persone: è fissato a un massimo di 780 euro mensili ‘l’assegno’, e per chi già percepisce qualcosa, ci sarà un’integrazione fino a raggiungere tale cifra. Il calcolo non sarà sul singolo ma sul nucleo familiare. Per chi possiede auto o casa l’importo verrà ridotto.

Riduzione dei contributi ai piccoli giornali e sconti alle famiglie povere

Il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, sulla sua pagina Facebook ha condiviso un messaggio di Gianluigi Paragone che titola “Il taglio dei fondi all’editoria lo chiedono i cittadini“. Il costo del lavoro, ha assicurato Di Maio, verrà ridotto attraverso i premi Inail; le imprese pagheranno di meno e assumeranno più lavoratori. C’è poi l’aiuto alle famiglie in difficoltà o con debiti impossibili da pagare: per i nuclei che rientrano in determinati criteri di povertà, sarà prevista una facilitazione per le cartelle dal 2000 al 2017. Per estinguere il debito, dunque, le famiglie con ISEE pari o inferiore a 8500 euro pagheranno il 16 per cento e poi a salire: 20 per cento per ISEE fino a 12500 euro e 35 per cento per ISEE fino a 20mila euro.

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