Pensioni: Quota 100 Light e taglio assegni d’oro per finanziare Opzione Donna

Nella riforma delle pensioni voluta dal Governo Conte, la Quota sarà light e l’Opzione Donna verrà finanziata attraverso il taglio degli assegni d’oro, un taglio che potrà arrivare fino al 40 per cento. Dopo la bocciatura da parte della Commissione Europa, l’esecutivo ha dovuto fare alcuni passi indietro, ridimensionando, di fatto, le coperture previste per la controriforma da attuare per superare la tanto odiata riforma Fornero. Dai quasi 7 miliardi, si passerà a 4.

->LEGGI ANCHE I nuovi requisiti per andare in pensione nel 2019

Pensioni: Quota 100 si farà, ma sarà light

La Quota 100, che dovrebbe essere, secondo gli obbiettivi dell’attuale Governo, una riforma-ponte della durata di tre anni che servirà a raggiungere la Quota 41 estesa a tutti, si fà, ma non sarà così efficace come era stato premeditato. Si torna a parlare, infatti, di Quota 100 light, riservata qundi a una platea di beneficiari meno ampia rispetto a quanto stabilito agli esordi. Secondo le ultime stime saranno almeno 350mila a poterne usufruire una volta maturati i requisiti dei 62 anni di età e 38 anni di contributi. 160mila di loro saranno statali, mentre non sarà contentito per nessuno il cumulo contributivo. Non si potranno svolgere lavori retribuiti e percepire compenso cumulabili alla pensione oltre i 5mila euro all’anno. Inoltre, non partirà subito per tutti: i dipendenti privati potranno avere la prima data utile ad aprile 2019, mentre potrebbe slittare fino a sei mesi quella per i dipendenti pubblici.

Pensioni: il taglio agli assegni d’oro per finanziare Opzione Donna

La tanto attesa proroga a Opzione Donna ci sarà e per finanziarla il Governo pensa al taglio delle pensioni d’oro, una misura sostenuta con forza dal M5S. Questo taglio, però, sarà molto importante, si stima almeno del 40 per cento sull’importo. I fondi recuperati da questa misura serviranno a finanziare l’Opzine Donna che, lo ricordiamo, è riservata a donne con almeno 57 anni di età e 35 di contributi – se lavoratrici dipendenti –  o con almeno 58 anni di età e 35 anni di contributi, se lavoratrici autonome. Entrambi i requisiti dovranno essere stati maturati entro il 31 dicembre 2015. Con la proroga 2019 verrà riservata a donne nate entro il 31 dicembre 1959 se dipendenti ed entro il 31 dicembre 1958 se autonome. Dodici mesi dopo la maturazione dei requisiti arriverà il primo assegno pensionistico per le lavoratrici dipendenti, mentre slitta a 18 mesi dopo per le lavoratrici autonome e ‘miste’.

->LEGGI ANCHE Come richiedere la pensione anticipata senza 38 anni di contributi

Vuoi essere il primo a candidarti?
Seguici su Facebook

© Tutti i diritti riservati. È vietata ogni forma di riproduzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!