Pensioni: tagli a quelle sociali? Opzione Donna vicino alla proroga, i nuovi requisiti

L’Esecutivo gialloverde potrebbe tagliare le pensioni sociali. Ci sarebbe un obiettivo più alto della riforma delle pensioni, del superamento della legge Fornero e della modifica alla Quota 41 estesa a tutti: fare cassa. Il Presidente Inps, Tito Boeri, punta il dito contro il Governo: “Ci è stato chiesto di fare delle simulazioni sulle cosiddette pensioni d’oro, ma ci hanno chiesto di partire dalla cifra da risparmiare, invece che il contrario. È un segnale del fatto che l’esigenza non è l’equità ma fare cassa“. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Verità, sottolineato anche da Il Giornale, potrebbe esserci la reale possibilità che il Governo tagli anche le pensioni sociali. Nel frattempo la proroga a Opzione Donna è sempre più concreta, così come i nuovi requisiti.

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Possibile taglio alle pensioni sociali dal parte del Governo

Secondo le stime di Alberto Brambilla, servono almeno 6 miliardi per poteR alzare le pensioni minime a 780 euro. Ne servirebbero altri 3,5 miliardi per innalzarne un altro milione. Per questo motivo l’Esecutivo starebbe puntando sulla rivalutazione completa delle pensioni erogate dall’Inps che avrebbero un costo di 39 miliardi. Dunque pensioni sociali, sussidi, assegni e tutte le altre forme assistenziali. Gli unici assegni a essere lasciati fuori potrebbero essere quelli di invalidità e per i superstiti, mentre cambierebbe il parametro di valutazione: ISEE invece di reddito indivuale. Il patrimonio considerato non sarà più de solo soggetto, ma di tutto il nucleo famigliare. Aumento delle minime e tagli agli assegni sociali, il tutto per favorire i centri per l’impiego e il reddito di cittadinanza. Un formula che rischia di far piombare nel caso il sistema previdenziale.

Arrivano conferme alla proroga dell’Opzione Donna: i nuovi requisiti

Sul fronte della riforma delle pensioni abbiamo da un lato l’introduzione della Quota 100 per tre anni, dall’altro la proroga a Opzione Donna con i nuovi requisiti. Proprio la seconda misura, tanto attesa, avrebbe delle nuove conferme. Nel 2019 i requisiti per uscire dal mercato del lavoro con Opzione Donna saranno i seguenti:

  • Lavoratrici dipendenti: le donne nate entro il 31 dicembre 1959 e che abbiano 35 anni di contributi
  • Lavoratrici autonome: le donne nate entro il 31 dicembre 1958 e che abbiano 35 anni di contributi

Gli assegni verranno erogati 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi dopo per le lavoratrici autonome. L’assegno verrà ricalcolato con il sistema contributivo; questo significa che se la lavoratrice godesse anche del sistema di calcolo misto o retributivo, riceverebbe una penalizzazione del 40 per cento. Il vantaggio è l’uscita anticipata dal lavoro, anche fino a 8 anni in anticipo, molto meglio delle altre tipologie di pensione.

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