Pensioni, Di Maio: “Da febbraio assegni da 780 euro a poveri e invalidi”

L’Unione Europea e non solo lei, nutre forti dubbi sul destino dell’Italia e sulla riforma delle pensioni che il Governo Conte intende portare a compimento. Il primo passo sarà l’introduzione della Quota 100 con 62 anni di età e 38 di contributi; il vicepremier Matteo Salvini ha rbadito che non ci sarà alcun rinvio e che l’obiettivo finale sarà l’estensione della Quota 41 a tutti, senza limiti di età. Da questo punto vista, la Quota 100 sarà una misura ponte che dovrebbe traghettare il paese verso il superamento della legge Fornero. In questi giorni, inoltre, sono arrivate altre conferme dall’altro vicepremier, Luigi Di Maio.

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L’aumento delle pensioni minime a 780 euro da febbraio

Durante la trasmissione di Radio 24, 24Mattino, il vicepremier e Ministro del Lavoro pentastellato, Luigi Di Maio, ha introdotto l’argomento delle pensioni minime e del sostegno ai disabili. Secondo il Ministro, all’interno della Manovra Finanziaria sono previsti sia l’aumento delle pensioni minime, sia l’aumento degli assegni di invalidità. Ciò significa che chi avrà un assegno di invalidità inferiore all’importo previsto, ovvero 780 euro mensili, riceverà un’integrazione per arrivare a tale cifra. Lo stesso discorso varrà per le pensioni minime, ma ovviamente tutto dipenderà dai requisiti dei soggetti coinvolti. Per quanto riguarda, invece, le tempistiche, il mese utile dovrebbe essere febbraio 2019.

Sulla riforma delle pensioni nessun dietrofront

Non si tornerà indietro sulla riforma delle pensioni. Lo ha ribadito sempre Luigi Di Maio e sarà così anche per il reddito di cittadinanza. Durante la trasmissione Piazza Pulita, in onda su La7, il vicepremier ha sottolineato che non ci sarà nessuna marcia indietro sulla misura della Quota 100 e che non verrà ristretta la platea dei beneficiari con altri paletti. Quella e il reddito di cittadinanza, ha spiegato Di Maio, sono due misure che il Governo Conte non vuole in alcun modo modificare o toccare. Per quanto riguarda le tensioni con l’Unione Europea, invece, queste non sarebbero così marcate come sembra. Di Maio ha sostenuto che una paura di fondo però ci sia, in quanto si ha paura che il modello italiano, in caso funzioni, possa essere emulato anche da altri paesi europei.

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