Pensioni: un lavoratore perde fino a 500 euro al mese con Quota 100

Sulla riforma delle pensioni, il vicepremier Matteo Salvini ha ribadito negli scorsi giorni che non ci sarà alcun rinvio della Quota 100 e non ci sarà nemmeno una Quota 104. L’obiettivo rimane quello di utilizzare questa misura come ponte per arrivare alla Quota 41 estesa a tutti, indipendentemente dall’età, ma per questo bisogna ancora aspettare, forse il 2020. Intanto, però le stime sugli assegni dei lavoratori che sceglieranno questa strada per andare in pensione non sono per nulla felici. Lo riferisce il Presidente dell’Inps Tito Boeri.

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Pensioni: fino a 500 euro in meno nell’assegno con Quota 100

Il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha formulato delle stime su quelle che potrebbero essere le perdite per un lavoratore della pubblica amministrazione che utilizzerà la Quota 100, ovvero 62 anni di età più 38 di contributi, per andare in pensione il prossimo anno. Nel corso dell’ultima audizione in Commissione Lavoro, il Presidente Inps ha puntato il dito proprio contro la misura: “Chiamare la riforma delle pensioni quota 100 è fuorviante, io lo chiamerei requisito 38+62 che poi diventa 101, 102 e così via. Quanto ci perde un lavoratore che va in pensione adesso con 62 + 38 rispetto che andare con una pensione piena a 67 anni? Molto approssimativamente possiamo ipotizzare che con quota 100 un lavoratore medio della Pubblica amministrazione potrebbe perdere 500 euro al mese“.

Pensioni: critiche su condono e costi della riforma

La posizione di Boeri non è cambiata nel tempo e continua a lanciare i suoi moniti. Le critiche ci sono non solo per i costi della riforma, ma anche per gli effetti del condono: “Le misure sulle pensioni previste in manovra hanno un costo il primo anno di 7 miliardi, che poi salgono a 11,5 miliardi nel 2020; quasi 17, un punto di pil, nel 2021 – ha sottolineato il Presidente Inps – Per i primi dieci anni i costi di queste misure sono di circa 140 miliardi in più. Abbiamo fatto anche valutazioni sul debito implicito, una misura sintetica che guarda cosa succede nel corso del tempo, le nostre stime dicono che fino al 2046 ci sarà un forte incremento del deficit previdenziale che arriverà intorno ai 400 miliardi di deficit aggiuntivo con un impatto sul debito implicito intorno ai 117 miliardi“. Per quanto riguarda il condono contributivo, inoltre, sempre secondo Boeri, favorirebbe gli evasori fiscali.

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