Pensioni: confermato l’adeguamento all’aspettiva di vita, ma non per tutti

Il Governo italiano e Bruxelles sono in trattativa sul rapporto deficit/Pil al 2,4 per cento, la seconda continua a fare pressioni affinché si scenda almeno al 2 per cento, ma l’Esecutivo gialloverde fatica ad acconsentire. A risentire, oltre alle altre misure in essere, come il reddito di cittadinanza, è il pacchetto pensioni. In particolare, la misura che comprende la Quota 100 slitta al Senato. Conferme, invece, per quanto riguarda le intenzioni sul blocco dell’aumento dell’aspettativa di vita. Vediamo nei dettagli.

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Pensioni: Quota 100 per tre anni slitta al Senato

La Quota 100, vero cavallo di battaglia del Governo guidato da Lega e M5S, è ancora in bilico ed è passata al Senato in sola lettura, tramite emendamento al testo. Secondo il pacchetto pensioni, la Quota 100 sarà in versione ponte per un tempo massimo di tre anni: questa misura, infatti, secondo i progetto del Governo, dovrebbe fungere da passaggio per arrivare al vero obiettivo, l’estensione della Quota 41 per tutti. Tra le misure definitive, inoltre, ci sarebbe anche la proroga a Opzione Donna per un solo anno invece di tre e la stessa possibilità anche per l’Ape Sociale che in molti invece sostengono si esaurirà alla fine di quest’anno. L’impegno del Governo prevede un possibile rinnovo per il prossimo anno, ma è ancora tutta da chiarire la dinamica.

Pensioni: conferma del blocco sull’aumento dell’aspettativa di vita, ma non per tutti

Arrivano poi buone notizie in merito al blocco sull’aumento dell’aspettativa di vita. È stato confermato in via strutturale per i requisiti relativi alla pensione anticipata con 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Dal prossimo anno, dunque, l’aumento dell’aspettativa di vita interesserà solo le pensioni di vecchiaia a 67 anni. Il requisito rimarrà fermo fino al 2023 nel caso in cui venissero confermate le stime dell’Istat sull’aumento della speranza di vita della popolazione italiana. Nel prossimo triennio, infatti, si prevede un calo e dunque una inversione nella tendenza. Infine, per ciò che riguarda il taglio alle pensioni d’oro, l’accordo tra Lega e M5S non c’è, ma fonti vicine a Palazzo Chigi, come riferisce Il Sole 24 Ore, confermano l’emendamento in Manovra.

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