Le pensioni dei Vip: da Giucas Casella a Enzo Paolo Turchi cifre ridicole

La settimana scorsa il settimanale Spy ha raccolto le testimonianze relative alle pensioni dei vip e di come queste, rispetto ai lunghi anni di lavoro nello spettacolo, siano di molto inferiori alle aspettative. Sembra proprio che la crisi non conosca pietà, nemmeno per i più amati della TV, dello spettacolo, del teatro e della musica. C’è chi, poi, come Giucas Casella che incassa 800 euro al mese, pensa a un vero e proprio ricorso: “Mi sembra una cifra così ridicola rispetto a tutti i contributi che ho versato, che ora sto pensando di agire con un ricorso. Per fortuna da buon siciliano sono stato meticoloso, perché solo con la pensione ora sarebbe impossibile vivere“.

Enzo Paolo Turchi: 740 euro al mese. L’artista ha riferito: “Ci sono rimasto molto male: non per una questione di soldi – non sono in miseria – bensì per etica professionale. Non si può trattare così un artista, famoso o non famoso che sia, dandogli un’elemosina. Tutti i miei contributi sono spariti, la ritengo un’offesa“.

Wilma De Angelis: 800 euro di assegno vitalizio. La cantante, conduttrice e attrice afferma: “Quando sono andata a richiedere la pensione non avevo neppure 1600 giornate lavorative versate in tutta la mia vita, eppure ho cominciato a lavorare a 16 anni. I diciotto anni a Telemontecarlo sono andati quasi tutti persi: la sede allora era proprio a Montecarlo e non avevano l’obbligo di versare i contributi a chi lavorava in Italia. Questo mi ha un po’ fregata, ma non faccio nessun pianto“.

Margherita Fumero: 897 euro al mese. Conosciuta per il ruolo di Wanda in Camera Cafè e per altre produzioni, l’attrice ha spiegato: “Ho sempre versato tutto e non ho mai lavorato in nero, solo che prima esisteva un tetto per gli artisti: potevi anche guadagnare 5 milioni di lire al giorno, ma non potevi versarne più di 300 mila. Infatti chi ha questi problemi sono i cantanti e gli attori di cinema, che magari guadagnavano tanto, ma in poche giornate lavorative“.

Edoardo Vianello: 1300 euro al mese. Il musicista ha spiegato: “Essendo un socio Siae per tutta la mia carriera ho versato una trattenuta del 4% sui diritti annuali delle mie canzoni. Questo serviva per ricevere un assegno di solidarietà di 485 euro al mese, una sorta di pensione riconosciuta solo ai soci e sostenuta da un fondo finanziato dalle nostre trattenute. Ebbene, sette anni fa con un colpo di mano questo assegno è stato abolito e mai più reintrodotto“.

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