Pensioni: Quota 41 obiettivo finale Salvini frena Di Maio su rinvio Quota 100

Le ultime dichiarazioni rilasciate dal vicepremier e Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in merito alla riforma delle pensioni portata avanti dal Governo Conte, chiariscono alcuni degli obiettivi dell’Esecutivo gialloverde. Durante la trasmissione W l’Italia Oggi e Domani andata in onda su Rete 4, il leader della Lega ha ridefinito la strada che il Governo intende seguire: la Quota 100 entro Febbraio 2019 e la possibilità di arrivare all’estensione della Quota 41 per tutti.

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Pensioni: Quota 100 a Febbraio 2019

Nonostante la bocciatura da parte dell’Unione Europea e dell’OCSE, Matteo Salvini e, più in generale, il Governo Conte, continua a mantenere la strada dritta sulla riforma delle pensioni. La Quota 100 verrà introdotta e la data utile sarà quella del mese di Febbraio 2019. I requisiti, a quanto sembra, rimarranno inviariati: 62 anni di età e 38 anni di contributi versati. Non saranno previste penalizzazioni o limitazioni. L’importo dell’assegno, dunque, non subirà contrazioni a causa di penalità. Come ha sottolineato il viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia, in merito alle tempistiche: “La Quota 100 per le pensioni partirà al massimo entro il mese di Febbraio 2019, anche se faremo di tutto per renderla operativa già dal 1° Gennaio 2019“. Matteo Salvini ha anche chiarito le tensioni fra Lega e M5S in merito alla spartizione dei fondi tra Reddito di cittadinanza e Quota 100 e sul possibile rinvio della seconda, ipotizzato da Di Maio. Secondo il vicepremier il Reddito di cittadinanza aiuterà a incrementare le pensioni di invalidità e quelle minime, mentre per quanto riguarda la Quota 100, Salvini conferma che partirà a Febbraio ‘di certo non a Giugno”.

Pensioni: l’obiettivo finale? Sempre Quota 41 per tutti

Il leader della Lega ha anche sottolineato ancora una volta quelli che sono gli obiettivi finali di questo Governo: arrivare all’estensione della Quota 41 per tutti, indipendentemente dall’età. Si partirà dalla Quota 100, accompagnata dal taglio delle pensioni più alte che vengono ricevute da chi non ha pagato i contributi per averle: “Non mando in pensione tutti l’anno prossimo – ha spiegato il vicepremier e Ministro dell’Interno – Do una bella botta, perché restituisco il diritto a 400mila italiani di andare in pensione. L’obiettivo finale è la Quota 41, perché chi ha iniziato a lavorare a 16 si aspetta qualcosa“.

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