Pensioni, Quota 100: scontro Boeri-Salvini, le parole del Ministro della Lega

Sulla riforma delle pensioni e, in particolare, sulla Quota 100, ci sono ancora molti temi sui quali discutere e fare chiarezza. Non meno quello relativo ai contributi e alle penalizzazioni. Le stime indicavano oscillazioni fra l’8 e il 30 per cento di penalizzazione, ma il vicepremier Matteo Salvini ha smentito a più riprese assieme al capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo. Per Carmelo Barbaglio, della Uil, il problema sarebbero le donne, i precari e i giovani, che rischiano di essere tagliati fuori: “Potrebbe essere una base di partenza – ha sottolineato il segretario della Uil – ma bisogna continuare con i lavori della commissione tecnico-scientifica per individuare quali settori e quali lavoratori non permettono di arrivare all’eta’ pensionabile. Occorre intervenire con la flessibilita’ in uscita per questi lavoratori“. Intanto è scontro fra Salvini e Boeri sui contributi.

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Pensioni, Quota 100: Salvini ‘Ecco la verità sui contributi’

Negli ultimi giorni, il vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini è tornato a parlare della Quota 100 e, nello specifico, dei contributi da versare per potervi accedere. Ricordiamo che per usufruirne è necessario avere compiuto almeno 62 anni di età e aver versato minimo 38 anni di contributi. Matteo Salvini ha chiarito alcuni risvolti relativi ai contributi: “Sulla legge Fornero leggo cose incredibli. Non c’è alcun taglio, alcuna penalizzazione. Ovviamente se vai in pensione 4 anni prima versi 4 anni di contributi in meno e non ti do 4 anni di contributi in più. Non ti tolgo nulla di quello che hai versato ma non ti regalo nulla di quello che non hai versato. Leggo altro, ma ritengo che i giornalisti siano tutti bravi e belli“.

Pensioni, Boeri: “Mancano le coperture per il 2020 e 2021”

Il Presidente Inps Tito Boeri è tornato sull’argomento Quota 100. Da sempre critico sulla controriforma portata avanati e voluta dal Governo Conte, in questo caso punta il dito sulle coperture necessarie per gli anni successivi al 2019. Secondo Boeri, infatti, la riforma avrà vita breve: “Mancano risorse per il 2020 e il 2021. Secondo tutte le nostre simulazioni, costa in alcuni casi un terzo in più e in altri casi addirittura due volte in più rispetto al primo anno. Eppure nella legge di bilancio, è previsto che la dotazione del fondo che paga quelle pensioni è praticamente la stessa e vari di poche centinaia di milioni: 6,7 miliardi nel 2019 e 7 miliardi nel 2020 e 2021. Per Boeri è in primo luogo necessario e ‘doveroso’ dare agli aspiranti pensionati italiani le giuste informazioni sulla situazione previdenziale attuale. Nonostante questo, i dubbi rimangono.

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