Il mestiere dell’attuario non conosce disoccupazione

Ce ne sono circa mille in Italia, ed è una professione abbastanza datata che nel breve futuro potrebbe conoscere uno sviluppo e un incremento sostanziale. Il motivo? Non conosce disoccupazione. Si tratta del mestiere dell’attuario: ovvero colui che si occupa di determinare l’andamento di variabili finanziare, demografiche ed economiche nel futuro. Grazie a queste previsioni è in grado di anticipare i tempi e le realtà che nasceranno anche nel lontano futuro.

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L’attuario in Italia è ancora molto raro

Oggi in Italia si stimano circa mille attuari di cui sessanta all’Inps, un mestiere raro nel nostro paese, ma che con ogni probabilità diventerà molto più comune. L’attuario non conosce disoccupazione e la richiesta anche in Italia è molto alta. Nel mondo il numero di professionisti sta raggiungendo rapidamente le 100mila unità e solo in Europa se ne contano oltre 23mila. Questi valori, quindi, saranno destinati a crescere in quanto saranno necessari sempre più professionisti in grado di calcolare le probabilità che un rischio si possa avverare. Al contrario lo Stato, invece, si sta chiudendo a riccio nei settori della sanità e delle pensioni, compromettendo, di fatto, sempre di più il welfare.

Come si diventa attuari

Veniamo alla domanda fondamentale: come si diventa attuari? In primo luogo è necessaria una formazione adeguata: bisogna conseguire una laurea magistrale in Finanza, Scienze Statistiche, Scienze Attuariali e Finanziarie. Tutti questi titoli di studio aumentano di molto la probabilità di essere assunti in questo ruolo. Una volta presa la laurea è necessario superare un esame di stato e, successivamente, iscriversi all’Ordine. La maggior parte degli attuari, poi, lavora nel settore assicurativo e in quelle delle Authority, rispettivamente il 30 e il 5 per cento degli attuari oggi. Le altre prospettive occupazionali riguardano il settore sanitario, la previdenza, il mondo della finanza e persino le imprese non finanziarie e i comparti produttivi.

Lavorare come attuario in Italia

Il Presidente del Consiglio Nazionale degli Attuari, Giampaolo Crenca, ha spiegato: “Dove c’è incertezza, lì c’è un attuario. Certo chi sceglie questa strada deve avere un ottimo rapporto con la matematica. Non basta essere mediamente bravi, bisogna essere molto bravi e impegnarsi parecchio. Non è una passeggiata. Gli attuari però non studiano la matematica in modo astratto, tutto il  contrario, devono applicarla e questo sicuramente rende la materia più divertente, briosa. E se è vero che fino a oggi ci sono state poche iscrizioni alle facoltà che aprono la strada alla professione, da qualche anno le cose stanno cambiando. Se un tempo era una facoltà o un lavoro per pochi, come Ordine ci stiamo impegnando a farla conoscere più a fondo. Andiamo nelle università a fare delle presentazioni ai ragazzi tanto che le iscrizioni sono cresciute fino al 30 per cento. Ora pensiamo anche di andare direttamente nelle scuole superiori

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