Pensioni: chi rischia il 34,7% di penalizzazione con Quota 100

La controriforma del Governo Conte è ancora tutta da definire. Difatti, le ultime notizie non sono molto positive per quanto riguarda il Def; pensioni e reddito di cittadinanza sono passati da ‘con efficacia immediata’ a ‘da definire’. Dunque la situazione è ancora molto nebulosa e in questo contesto anche l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha puntato il dito contro i rischi della Quota 100, soprattutto per ciò che riguarda le famose penalizzazioni sull’assegno. Sì parla, infatti, di un valore vicino, se non superiore, al 30 per cento, ma a smentire i numeri, oltre al vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ci ha pensato anche il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo. Stime in ribasso, dunque, fino all’8 per cento, secondo i pronostici di Romeo, ma non tutti ne sono convinti.

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Pensioni: Quota 100 e la penalizzazione fino al 30 per cento

La pensione percepita con la Quota 100 dovrebbe quindi essere costituita da assegni meno ‘lauti’, ma da un tempo più lungo in termini di ricezione. Secondo il Sole 24 Ore, questo si traduce in una perdita dello 0,22 per cento per chi va in pensione l’anno prossimo con Quota 100, invece che nel 2020, e in una perdita dell’8,65 per cento per chi va in pensione con un anticipo di sei anni. Nel 2019, secondo le stime, ci saranno oltre 400mila potenziali pensionati che potranno uscire dal mercato del lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi. Come emerso dalla simulazione dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, chi invece andrà in pensione l’anno prossimo potrebbe subire una penalizzazione molto importante, quella del 34,7 per cento, nel caso in cui l’anno di maturazione dei requisiti – con la legge Fornero s’intende – sia nel 2025.

Pensioni: lavoratori precoci e blocco dei 5 mesi

Parlando, invece, della riforma delle pensioni in toto, il blocco di cinque mesi dell’aumento dell’aspettativa di vita per i lavoratori precoci sarebbe confermato. Per questa categoria di lavoratori sarà quindi sufficiente l’aver maturato almeno 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età. Stessa sorte dovrebbe toccare anche a chi sceglie la pensione anticipata: i requisiti dovrebbero rimanere quelli del 2018. Di contro, l’incremento dei 5 mesi toccherà invece alla pensione di anzianità; serviranno almeno 67 anni per andare in pensione nel 2019.

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