Pensioni: Quota 100, ecco chi verrà penalizzato e quale sarà l’alternativa

Le notizie relative alla riforma della pensioni portata avanti dal Governo Conte non sono delle migliori, anche se proprio ieri sarebbe giunta la conferma dell’introduzione della Quota 100 con i paletti dei 62 anni di età e 38 di contributi e della proroga a Opzione Donna. Molte delle caratteristiche della prima, però, sono ancora tutte da verificare e secondo le recenti stime de Il Sole 24 Ore sui pensionati italiani, questa misura potrebbe non comportare i risultati sperati per tutte le categorie di lavoratori. Le donne, infatti, potrebbero esserne penalizzate e avere come unica alternativa Opzione Donna. Ma vediamo la situazione nel dettaglio.

Pensioni: Quota 100 penalizzerebbe le donne

Sulla riforma delle pensioni, in realtà, c’è ancora molto da fare. Quello che si sa dai dati, però, è abbastanza allarmante per le donne. Sarebbero loro a essere maggiormente penalizzate dalla sua introduzione. A causare questo problema sarebbero proprio le carriere discontinue. Le donne, in questo caso, dovrebbero attendere la pensione di vecchiaia e arrivare a 67 anni nel 2019 per poter uscire dal mercato del lavoro. Se, quindi, analizziamo la Quota 100 più da vicino, possiamo notare come questa soluzione sia più favorevole per gli uomini. Secondo le stime dell’Inps sui profili dei pensionati, su un totale di circa 9,3 milioni di persone, 5,2 milioni sono uomini mentre 4,1 sono donne. Ecco perché l’unica alterntiva per le donne è la proroga a Opzione Donna: in questo modo le lavoratrici potrebbero uscire dal mercato del lavoro con 3 anni di anticipo e di contributi in meno e con un’età di 57 o 58 anni.

Pensioni: proroga a Opzione Donna è vicina

Come avevamo già accennato in altri articoli, la proroga a Opzione Donna è presente nel contratto di Governo firmato da Lega e M5S. In questo modo, secondo i piani dell’Esecutivo, le lavoratrici potranno andare in pensione con 57 o 58 anni di età e almeno 35 anni di contributi versati. Il metoto di calcolo sarà però contributivo. Nei giorni scorsi sono stati sollevati dei dubbi sulle caratteristiche interne a Opzione Donna: ci si chiede se sia strutturale oppure legata alla quantità di risorse messe a disposizione del Governo. Secondo le indiscrezioni è probabile che durerà fintanto che le risorse saranno disponibili.

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