Le pensioni slittano ancora e non ci sarà il taglio di quelle più alte

Le notizie relative alla riforma delle pensioni del Governo Conte continuano a cambiare. Emergono nuovi particolari sulla Manovra, segnalati dal quotidiano Il Messaggero, per quanto riguarda l’uscita dal mercato del lavoro per i dipendenti statali nel 2019. Per loro, infatti, andare in pensione con Quota 100, ovvero 62 anni di età e 38 di contributi, potrebbe dire dover attendere Settembre 2019 come prima finestra d’uscita. La proposta arriva dopo il confronto fra Giulia Buongiorno, Ministro della Funziona Pubblica e i tecnici del ministero del lavoro.

Quota 100 per gli statali slitta a Settembre 2019

Come anticipato, tra le nuove impostazioni relative alla riforma delle pensioni, è presente lo slittamento della prima finestra d’uscita utile, non più a Luglio come molti avevano prospettato, ma a Settembre 2019, dunque nove mesi dopo. Proprio Giulia Buongiorno, infatti, aveva chiesto altro tempo per poter garantire il turn over fra i nuovi pensionati e coloro che prenderanno il loro posto mediante i concorsi pubblici. L’obiettivo è quello di garantire continuità nell’erogazione dei servizi da parte della Pubblica Amministrazione. Nei giorni scorsi, infatti, si è parlato dei rischi derivanti dalla Quota 100, rischi calcolati in numeri di uscite superiori rispetti a quelle gestibili dallo Stato nel breve periodo. Di norma, a livello ordinario sono almeno 147mila i dipendenti pubblici che raggiungono l’età del pensionamento, ma con la Quota 100 se ne aggiungerebbero più del doppio. Il Ministro della Finanza Pubblica, Giulia Buongiorno, in merito avrebbe chiesto anche un anno di preavviso a coloro che vogliono chiudere con il lavoro grazie alla pensione anticipata.

Quota 101 e nessun taglio alle pensioni sopra i 90mila euro

Con la possibilità di richiedere un anno di preavviso ai dipendenti che intendono andare in pensione anticipata, la Quota 100 si trasformerebbe in Quota 101, causando una disparità nei trattamenti che andrebbe a sfavore dei dipendenti privati. La via di mezzo è stata la proposta di slittamento a sei mesi per i pensionamenti. Le domande di accesso alla pensione da parte dei dipendenti pubblici potranno essere formulate dopo Aprile 2019. In questo modo la platea di chi sceglie la pensione anticipata si dimezzerebbe fino a 100mila unità. Un altro punto riguarda il taglio alle pensioni più alte, quelle sopra i 90mila euro: sempre secondo il Messaggero, non sarà presente nella Manovra in quanto ci sono ancora scontri fra Lega e M5S. È probabile che tutto verrà sistemato con un emendamento.

Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Iscriviti alla nostra newsletter, sarai tra i primi a conoscere le ultime news!

Seleziona lista (o più di una):

Leggi la nostra Informativa sulla privacy

© Tutti i diritti riservati. È vietata ogni forma di riproduzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!