Quota 100 sempre più lontana, ecco quanto ci vorrà per arrivare alla pensione

La Quota 100 non ci sarà nella Legge di Bilancio 2019 e non ci sono ancora certezze sulla manovra nel suo intero. Le notizie sul fronte pensioni, dunque, non sono delle migliori, anche se il vicepremier e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, pochi giorni fa ha ribadito la volontà di rilanciare Quota 41 nel corso del 2019. L’obiettivo rimane il superamento della Legge di Fornero, ma a quanto pare il Governo Conte ha fatto qualche passo indietro. La coperta, come dicono in molti, è troppo corta e i fondi non coprirebbero tutte le spese. Il vero problema, però, potrebbe arrivare per i pensionandi del settore pubblico.

Con Quota 100 il primo assegno dopo nove mesi

Nel caso in cui la riforma delle pensioni del Governo Conte venisse approvata in via definitiva, i futuri pensionati del settore pubblico potrebbero ricevere il loro primo assegno di previdenza non prima di nove mesi. Non si tratta di pochi giorni, quindi. Ci sarebbe però un motivo per questo rinvio. Come ha sottolineato il quotidiano Il Sole 24 Ore, infatti, i timori del Ministro della Pa, Giulia Buongiorno, risiedono nel rischio di non riuscire a gestire il famoso e tanto prospettato turn over che si attenderebbe il prossimo anno. Per questo motivo la prima Quota 100, e il conseguente allungamento dei tempi, potrebbe essere solo un periodo transitorio. Una volta terminato il primo ciclo di pensionamento, quindi, dovrebbero essere previste le due finestre d’uscita, come anticipato dallo stesso Governo.

Quota 100 assente in Legge di Bilancio

Come avevamo anticipato alcuni giorni fa, la Quota 100 non sarà presente all’interno della Legge di Bilancio 2019. Le intenzioni, infatti, sono quelle di descrivere semplicemente i fondi che verranno stanziati sia per le pensioni che per il reddito di cittadinanza. Ognuno dei provvedimenti avrà un documento ad hoc. Inoltre, dovrebbe esserci il divieto di cumulo per chi sceglie il pensionamento anticipato con Quota 100: nei due anni successivi alla data di pensionamento, infatti, non sarà possibile svolgere ulteriori lavori sia per i dipendenti pubblici che privati. In questo modo potrebbe ridursi il numero di pensionati in quanto non tutti saranno disposti a uscire dal mercato del lavoro in anticipo e senza un reddito.

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