Quota 100 assente in Legge Bilancio: arriva il pacchetto pensioni per gli statali

La riforma delle pensioni non ci sarà nella Legge di Bilancio 2019, più nello specifico sarà la Quota 100 la grande assente. Il Governo Conte corre ai ripari dopo le stime che vedevano un aumento incontrollabile delle uscite dal mercato del lavoro da parte dei dipendenti scolastici e sanitari. Un buco praticamente impossibile da colmare in così poco tempo e che rischia di mettere in crisi tutto il sistema. Il Def, dunque, non ci sarà e si pensa a una norma ad hoc per gli statali; il cosiddetto ‘pacchetto pensioni’.

Quota 100 assente nella Legge di Bilancio: il problema ‘statali’

Se la Quota 100 venisse introdotta, con il pensionamento anticipato – 62 anni di età e 38 di contributi – il numero di dipendenti statali che andrebbero in pensione sarebbe troppo elevato. Stessa situazione si avrebbe nel settore sanitario. In questo modo sarebbe difficile, se non impossibile, riuscire a colmare una lacuna che potrebbe arrivare, tra scuola e sanità, a 400mila unità mancanti. Per questo motivo il Governo sta cercando di correre ai ripari con un Decreto fatto su misura per i dipendenti statali. Non solo, c’è anche l’eventualità di introdurre delle penalizzazioni utilizzate un po’ come deterrente al fine di evitare l’incremento di pensionati statali nel breve periodo.

Quota 100: due possibili penalizzazioni nel ‘pacchetto pensioni’ per gli statali

Il Decreto per gli statali, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe essere un vero e proprio ‘pacchetto pensioni’ che potrebbe contenere almeno due tipi di penalizzazioni:

  • TFR ritardato: il TFR/TFS viene pagato in 24 mesi con una soglia prevista di tolleranza di almeno 3 mesi. Questo solo nel caso in cui le dimissioni siano volontarie o il pensionamento sia anticipato. Per chi, invece, ha raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia i tempi si dimezzano a 12 mesi, mentre per chi è stato dispensato per inabilità o decessi, i tempi sono di 105 giorni. In questi casi, dunque, per chi scegliera la Quota 100 i tempi potrebbero dilungarsi fino a 5 anni; la somma verrebbe così pagata a 67 anni.
  • Finestra di 6 mesi: altra possibile penalizzazione presente nella bozza del ‘pacchetto pensioni’. Per chi deciderà di utilizzare la Quota 100 ci sarà una finestra di 6 mesi prima di ricevere l’assegno. In questo caso i primi assegni arriverebbero a partire dal 1 luglio 2019.

Ovviamente non c’è ancora niente di definitivo in quanto si tratta di soluzioni possibili e di bozze, ma questa è la direzione che il Governo Conte sta per intraprendere.

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