Riforma pensioni e Quota 100 a rischio? Brutte notizie da Bruxelles

La riforma delle pensioni, così come l’introduzione della Quota 100, potrebbe essere a rischio: dal Governo Conte non arrivano allarmismi, ma le reazioni dell’Unione Europea non fanno ben sperare. L’opinione della Commissione UE nei confronti della manovra finanziaria italiana, voluta da Lega e M5S, non è positiva: si chiede al più presto una revisione del Documento Programmatico di Bilancio in quanto “le misure indicano un chiaro rischio di fare marcia indietro rispetto alle riforme che il Paese aveva adottato – inoltre – la possibilità di pensionamenti anticipati inverte la rotta rispetto a precedenti riforme delle pensioniche sottendono alla sostenibilità a lungo termine del consistente debito pubblico italiano“.

Quota 100 una volta ogni tanto

Per gli economisti, il vero problema sono i mercati e non l’UE. Se lo spread dovesse salire ancora e toccare quota 400, il Governo italiano verrebbe costretto ad abbassare il deficit e a rinunciare ad alcune delle misure, come la riforma delle pensioni. Qualcuno afferma, poi, che l’agenzia di rating Moody’s non abbia compreso del tutto gli obiettivi dell’Esecutivo, nel documento infatti riporta: “L’opzione di pensionamento anticipato è apparentemente intesa come misura una tantum, disponibile solo per il prossimo anno, e questa avrebbe dunque una portata più limitata di quanto Moody’s aveva inizialmente inteso“.

Legge Fornero sospesa solo per un anno?

Si stima che, con il reddito di cittadinanza, il numero dei disoccupati diminuisca in quanto molti dovrebbero trovare lavoro. Nel peggiore dei casi le stime rimarranno invariate. I finanziamenti per l’introduzione della Quota 100, però, non rimarranno invariati in quanto ogni anno ci saranno nuovi pensionati e, di conseguenza, la spesa aumenterà. In questo modo la Quota 100 comporterà delle penalizzazioni sul lungo periodo: se non rimane una misura una tantum per il 2019, infatti, dovrà essere bloccata la rivalutazione delle pensioni. In altre parole, se la riforma delle pensioni assieme al reddito di cittadinanza non dovesse rimanere stabile, il Governo dovrà necessariamente optare per delle contromisure. Le possibilità, in questo caso, potrebbero essere almeno due: taglio alle spese o aumento delle tasse.

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